Xylella fastidiosa, ecco la decisione finale

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Decisione finale a Bruxelles sull’emergenza Xylella fastidiosa in Salento: eradicazione degli ulivi malati e di tutte le piante (anche sane) nel raggio di 100 metri nel nord del Salento e una seconda fascia cuscinetto di 20 km tra Brindisi e Taranto dove dove dovranno essere tagliate solo le piante malate ed eseguiti test su quelle circostanti. Nel resto del basso Salento previste “misure di contenimento”; ovvero visto che “l’eradicamento non è più possibile” ai fini di combattere il batterio della Xylella, bisognerà imparare a convivere con la malattia.

E’ quanto deciso dalla due giorni di riunione del Comitato di salute delle piante Ue composto dai tecnici della Commissione europea e dalle delegazioni dei 28 Paesi Ue.

Tre fasce di isolamento
La fascia più esterna isola l’intero Salento e corre tra la provincia di Lecce e quelle di Brindisi e Taranto. Qui saranno attuate le misure più drastiche atte proprio a isolare il batterio: taglio di tutte le piante malate e anche di quelle sane, possibili vettori della malattia, nel raggio di 100 metri.
Poi c’è la fascia intermedia, larga 20 chilometri, dove devono essere abbattuti gli ulivi malati e messi sotto esame gli altri.
Infine la terza fascia, che comprende tutto il basso Salento, quindi principalmente la provincia di Lecce, dove non c’è più l’obbligo di eradicazione nemmeno per gli ulivi malati ma verranno attuate misure di contenimento. Insomma bisognerà imparare a convivere con la malattia.

Restano le restrizioni sull’esportazione di piante.
Il Comitato Ue ha confermato il blocco delle importazioni di piante da Paesi terzi, in particolare il blocco di quelle di caffè da Honduras e Costa Rica, ma anche delle esportazioni pugliesi verso i Paesi Ue. A meno che non vengano rispettate una serie di misure molto stringenti, dovrebbe infatti essere vietata la movimentazione dalla Puglia delle circa 150 specie “a rischio” della lista dell’Efsa, tra cui la vite che stava particolarmente a cuore alla Francia. L’Italia è riuscita tuttavia ad ottenere la possibilità di poter togliere dalla lista Efsa delle “piante ospiti” del batterio delle piante previo presentazione di “evidenza scientifica” di immunità nei confronti della Xylella.

Italia sola contro tutti
I rappresentanti italiani sono stati i soli a opporsi a questo piano di abbattimento degli ulivi del Salento alla luce dell’eradicazione di tutte le piante, malate e vettore, nella prima fascia cuscinetto, una misura giudicata “troppo dura” e che prevede il taglio di migliaia di piante sane. Unanimi gli altri Paesi a chiedere il contenimento del batterio Xylella per paura di contagio nel resto d’Europa. Particolarmente intransigenti i Paesi del Sud Europa, come francesi, greci, spagnoli e portoghesi.

Efsa, funghi o Xylella?
Nel suo ultimo parere pubblicato il 17 aprile, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa non aveva scartato l’ipotesi che alcuni funghi comparsi sugli olivi malati avessero contribuito alla degenerazione della malattia ma aveva precisato che “non esiste alcuna evidenza scientifica che questi, piuttosto che il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi”.

A maggio iniziano i tagli
La decisione del Comitato di salute delle piante Ue è obbligatorio e prevede l’inizio delle operazioni di eradicazione a partire da maggio. A farlo saranno le autorità italiane.

(Pubblicato su Agronotizie.it)

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