Vertice europeo: tensioni su flessibilità, oggi nomine

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Pubblicato su Euractiv.it
Consiglio UeParola d’ordine “flessibilità”. Questo il nodo centrale del primo giorno di Vertice europeo tenutosi eccezionalmente nella cittadina belga di Ypres, campo di battaglia della Grande Guerra. Sul tavolo la bozza delle conclusioni con cinque priorità per rilanciare la crescita, testo che è stato limato nella notte alla luce della discussione avuta tra i leader europei a cena.

Discussione a quanto pare piuttosto accesa soprattutto tra il premier italiano Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel proprio sul concetto di  flessibilità sulle regole di bilancio. A tutto ciò è pure legato il pacchetto di nomine che accompagnerà l’indicazione da parte del Consiglio europeo di Jean-Claude Juncker alla testa della Commissione europea.

Cosa si intende per “flessibilità” – Fonti diplomatiche italiane confermano l’importanza di mettersi d’accordo sul significato delle parole prima di continuare con i negoziati. L’Italia punta a valorizzare i margini di manovra, già previsti dal Patto di Stabilità e Crescita, per quanto riguarda le riforme strutturali. Roma vuole non calcolare nel computo del deficit il cofinanziamento dei fondi Ue e le risorse per il pagamento dei debiti alla Pubblica amministrazione. Sono questi gli strumenti di flessibilità individuati da Renzi.

Lo scontro Renzi-Merkel – Proprio sul nodo “flessibilità”, fonti europee hanno riferito di un’accesa discussione tra Renzi e la Merkel. “Cara Angela, noi rispettiamo e rispetteremo il Patto: non faremo come la Germania nel 2003″, quando Berlino chiese e ottenne uno sforamento del 3%”. Questi i termini della tensione tra Renzi e la Merkel, tensione stemperata dopo cena all’insegna dell’accordo “flessibilità in cambio di riforme”.

La bozza Van Rompuy – Nella bozza preparata alla vigilia del Vertice dal presidente del Consiglio europeo, e sulla quale i cosiddetti sherpa hanno lavorato nella notte, si legge: “L’Ue ha bisogno di passi avanti coraggiosi per aumentare gli investimenti, creare più e migliori posti di lavoro e incoraggiare le riforme per la competitività. Questo richiede di fare buon uso della flessibilità che è contenuta nelle regole esistenti del Patto di Stabilità e Crescita”. Ecco che che “tutte le nostre economie devono continuare a perseguire le riforme strutturali”, ma “molto chiaramente, la nostra forza comune dipende dal successo di ogni singolo paese”.

Secondo la bozza cinque sono le priorità  per favorire crescita e occupazione: “Sfruttare pienamente il mercato unico in tutte le sue dimensioni incluso il completamento di quello digitale entro il 2015”; “Promuovere un clima di imprenditorialità e creazione dell’occupazione tenendo conto della protezione di consumatori e dipendenti così come le preoccupazioni ambientali e sanitarie”; “Investire e preparare le nostre economie per il futuro anche sviluppando i mercati di capitali e mobilitando i mezzi della Bei” e “rafforzare la capacità di attrazione globale dell’Unione come luogo di investimenti e produzione inclusa la conclusione dell’accordo di libero scambio con gli Usa entro il 2015”; “Agenda strategica in tempi di cambiamento”.

Oggi si continua a discutere – I capi di Stato e di governo continueranno oggi la discussione sul Patto di Stabilità legato a doppio filo con le nomine europee. Lo stesso Renzi ha ribadito ancora una volta che “è importante che il Consiglio europeo dia il via libera alla candidatura di Juncker solo in presenza di un documento che indichi con chiarezza dove deve andare l’Europa”. Renzi, come l’intero Pse, è pronto ad appoggiare il candidato popolare alla Commissione solo in cambio di un’agenda di riforme europee e, appunto, a una certa flessibilità nell’applicazione delle regole, nonché tutta una serie di contropartite in termini di cariche europee – fra cui la presidenza del Consiglio europeo, quella dell’Eurogruppo e del Parlamento europeo (dove dovrebbe essere riconfermato il tedesco Martin Schulz).

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