Ue, più trasparenza per la Pac

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Più trasparenza per la Politica agricola comune: arriva l’obbligo di pubblicare i beneficiari dei pagamenti diretti Pac sopra i 1250 euro annui. La responsabilità ricade sotto il ministero delle Politiche agricole e in caso di errori od omessi controlli la Commissione europea può chiedere il recupero dei finanziamenti stanziati.

Pubblicare il nome di chi riceve pagamenti diretti
Da questa settimana tutti gli Stati membri, attraverso i rispettivi ministeri dell’Agricoltura, sono tenuti a pubblicare la lista dei beneficiari dei pagamenti diretti dei fondi Pac, il loro ammontare, il comune di residenza del beneficiario, e la natura del finanziamento. Queste informazioni devono essere pubblicate annualmente entro il 31 marzo. L’obiettivo della Commissione europea è di garantire la trasparenza dell’utilizzo dei fondi Ue.

Niente obbligo sotto i 1.250 euro
Per garantire un equilibrio tra la trasparenza nell’utilizzo dei fondi Ue e la privacy, non saranno pubblicati i nomi di chi ha ricevuto meno di 1.250 euro, una soglia definita dallo Small Farmer Scheme che riguarda circa il 30 per cento dei beneficiari – circa 2 milioni e 300mila agricoltori. È prevista una soglia inferiore per Croazia, Lettonia, Portogallo e Slovenia.

Quasi 400mila euro non pubblicabili in Italia
Gli ultimi dati disponibili sui pagamenti diretti sono del 2013, e vedono in Italia oltre 128mila euro distribuiti ad agricoltori che hanno ricevuto cadauno meno di 500 euro (476mila) e ben 227mila a chi ha beneficiato dai 500 ai 1250 euro 285mila). Il totale ricevuto dagli agricoltori italiani sotto forma di pagamenti diretti nel 2013 è stato di 3 milioni e 969mila euro.

La Commissione europea controlla
L’esecutivo europeo ha intenzione di effettuare una serie di audit per verificare che gli Stati membri rispettino la nuova norma sulla trasparenza e controllino loro stessi il corretto utilizzo di questi fondi. In caso di errori o inadempienza, la Commissione può richiedere la restituzione di determinati finanziamenti.

Una specifica politica anti frodi
Per evitare frodi e irregolarità per l’utilizzo dei fondi della Politica agricola comune, la Commissione europea sta lavorando dal 2011 ad una specifica strategia insieme all’Ufficio anti frodi dell’Ue Olaf responsabile di indagini a livello internazionale.

Hogan: “Un modo anche per capire l’importanza della Pac”
Secondo il commissario europeo all’agricoltura, l’irlandese Phil Hogan, questa pubblicazione aiuterà anche “a far capire ai contribuenti europei l’importanza del lavoro degli agricoltori nella produzione di prodotti sani e di qualità nel rispetto degli standard ambientali, sociali e il welfare degli animali”. Hogan spera che “questa nuove regole aiutino anche i cittadini europei a comprendere meglio quanto la Politica agricola comune fa per rispondere ad alcune sfide del presente, come l’aiuto ai giovani agricoltori ad aprire un’attività o a modernizzarne una già in corso”.

(Pubblicato su Agronotizie.it)

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