Ue, accesso al credito più facile per gli agricoltori

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La Commissione europea e la Banca europea degli investimenti (Bei) lanciano un nuovo modello di strumento finanziario per facilitare l’accesso al credito per agricoltori e altre attività economiche rurali. L’obiettivo principale è garantire i prestiti destinati a investimenti per migliorare performance, processi di trasformazione o il marketing delle attività agricole, favorire la nascita di start up o altri investimenti nel settore. Un’attenzione particolare alla ricerca e ai giovani agricoltori. Adesso spetta agli Stati membri e alla regioni creare gli strumenti concreti per veicolare i finanziamenti.

Commissione e Bei firmano un Memorandum of understanding (MoU)
Si tratta del primo documento di una simile collaborazione e si basa sostanzialmente su due capisaldi: la politica Ue di sviluppo rurale e il piano d’azione sulla ricerca Horizon. Non si tratta, invece, di un investimento  parte del nuovo piano Juncker da 300 miliardi di euro, e nemmeno del piano di finanziamenti “Agricultural productivity and sustainability”, per il quale è possibile rivolgersi direttamente alla Bei.

Adesso tocca agli Stati membri
Spetta ai governi nazionali e alle Regioni predisporre le metodologie concrete di utilizzo di questo nuovo strumento finanziario. Alcuni esempi pratici sono i fondi di garanzia o i fondi rotativi, sostenuti dai soldi dei loro programmi di sviluppo rurale. Una volta che questi sistemi saranno stati realizzati, gli agricoltori potranno farne domanda all’autorità che amministra i finanziamenti – ad esempio le regioni. Sono sempre gli Stati membri a dover decidere il tetto massimo di questi strumenti.  Maggiori informazioni possono anche essere richieste direttamente all’European network for rural development.

Attività agricole, aziende avviate o giovani start up
Questo nuovo modello di strumento finanziario è aperto a qualsiasi attività agricola, dai singoli agricoltori alle cooperative, e può anche essere impiegato per incentivare l’occupazione giovanile nel settore. Inoltre si può fare domanda anche per i progetti che mirano a migliorare l’efficacia e l’efficienza delle aziende già attive o per la messa in commercio dei prodotti agroalimentari.

Un occhio di riguardo alla ricerca
Il nuovo strumento finanziario si occupa in particolar modo della ricerca nel settore agricolo e forestale. Sono finanziabili, ad esempio, progetti che mirano a migliorare l’efficienza della produzione agroalimentare, l’utilizzo sostenibile delle risorse, la produzione di beni pubblici e rispettosi dell’ecosistema nonché progetti che contribuiscano allo sviluppo delle zone rurali più arretrate.

Si scommette sui più giovani
Una delle priorità del MoU è costituita dal finanziamento di progetti ed attività dei giovani che vogliono intraprendere o sviluppare la propria attività agricola. L’obiettivo è quello di agevolare l’accesso al finanziamento con migliori condizioni di prestiti.

Commissario Ue Hogan: “Effetto moltiplicatore degli investimenti”
Secondo il commissario europeo all’agricoltura, l’irlandese Phil Hogan, “con questo sistema gli Stati membri possono trasformare un euro di denaro pubblico in due, tre euro o anche di più di prestiti garantiti per aiutare i nostri agricoltori o altri imprenditori rurali per creare crescita e occupazione”.
Ottimismo anche da parte del vice presidente della Bei, Wilhelm Molterer: “Quello di cui c’è bisogno quindi è una maniera intelligente di usare i soldi pubblici, per attrarre investitori privati e sbloccare investimenti”.

(Pubblicato su Agronotizie.it)

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