Tonio Borg, un altro “Buttiglione” a Bruxelles?

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L’Indro.it
Anti abortista, scettico sugli omosessuali, tradizionalista nel senso più vero della parola. Questo è il profilo di Tonio Borg, candidato maltese a Commissario europeo alla salute e ai consumatori al posto di John Dalli, dimessosi in seguito all’apertura di un’indagine da parte dell’Ufficio anti frodi Olaf della Commissione europea. Borg, fino all’altro giorno Ministro degli Esteri di un governo ultra conservatore a maggioranza nazionalista, è stato ascoltato martedì in un’audizione da parte degli eurodeputati delle commissioni parlamentari di pertinenza. La settimana prossima la sua nomina verrà votata a Strasburgo da tutta l’Aula. Ma si tratta davvero dell’uomo più adatto a ricoprire questo delicato incarico nel collegio dei commissari europei?
Dopo le dimissioni (o il licenziamento, ancora si deve capire) di John Dalli in seguito all’apertura di un’indagine Olaf su un presunto traffico di influenze che l’ex Commissario non avrebbe denunciato (tesi dell’accusa), il governo maltese ha nominato come suo sostituto Tonio Borg, nonostante l’opposizione socialista avesse chiesto di aspettare l’esito delle imminenti elezioni nazionali. Ecco che Borg è stato accolto dall’Europarlamento per un primo test, ovvero rispondere alle domande degli eurodeputati della commissione Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare, la più competente del portafogli del commissario vacante (Salute e Politica dei Consumatori). Un’attesa piuttosto palpitante a Bruxelles vista la fama che precedeva il ministro maltese. Membro del partito nazionalista, Borg non ha mai negato alcune posizioni più conservatrici tipiche del suo partito di chiara ispirazione cattolica, come il no all’aborto e i dubbi sul riconoscimento dei diritti civili alle coppie omosessuali.

Nessuna sorpresa per l’esponente di un partito che sta facendo campagna elettorale a La Valletta con enormi cartelloni inneggiando al “No divorzio”. In madre patria Borg è noto per i suoi stretti legami con la Chiesa cattolica e le sue posizioni ultra-conservatrici. Per questo ha partecipato alla campagna per inserire nella Costituzione maltese il divieto d’aborto già previsto dal codice penale e nel 2009 si è opposto alla proposta laburista di riconoscere alle coppie conviventi a lungo termine (eterosessuali o omosessuali) gli stessi diritti nella legislazione maltese sugli alloggi in affitto.

Come precedente ministro dell’interno e della giustizia, Borg è stato fra i responsabili dell’elaborazione della politica di detenzione per gli immigrati irregolari e i richiedenti asilo, politica condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel luglio 2010 ed è stata fortemente criticata da Ong e organismi internazionali come Human Rights Watch e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Insomma un pedigree di tutto rispetto.

Tuttavia il ricordo di Rocco Buttiglione al Parlamento europeo è ancora forte, e a Malta, vuoi anche per la vicinanza con l’Italia, se lo devono ricordare per bene. Nel 2004, la dichiarazione che “come cattolico considero l’omosessualità un peccato, ma non un crimine” costò a Buttiglione la promozione a Commissario delle direzione generale Giustizia Affari Interni, finita poi a Frattini. Ecco che martedì scorso Borg si è mantenuto di fronte agli eurodeputati un profilo a dir poco ’low’ (basso). Alle domande pungenti e precise dei deputati, Borg ha risposto in modo salomonico e non in coerenza con il proprio passato (e presente) politico.

Tuttavia la maggioranza dei gruppi politici all’europarlamento non se la sono bevuta. I liberali e democratici hanno subito annunciato il loro voto contrario la prossima settimana a Strasburgo proprio per quei ’diritti civili’ che non vedono sicuri nelle mani di Borg. Anche la Sinistra Unitaria Europea e i Verdi hanno annunciati per lo stesso motivo il loro voto contrario. Favorevoli invece i Popolari (gruppo politico del Pdl e Udc italiani), se non fosse perché ospitano al loro interno il partito nazionalista maltese. I socialisti e democratici, invece, hanno espresso un ok di massima ma con delle riserve.

La settimana prossima a Strasburgo si voterà a maggioranza semplice e con voto nascosto. Se la maggioranza dei socialisti e democratici voteranno Sì (essendo questo il secondo gruppo per grandezza al parlamento dopo i popolari) Borg verrà presumibilmente eletto. Altrimenti Bruxelles avrà il suo secondo ’Buttiglione’ dopo otto anni.

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