Tobin Tax, un altro passo è fatto

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L’Indro.it
L’Europa fa un altro passo avanti verso l’adozione di una tassazione sulle transazioni finanziarie, altrimenti detta “Tobin Tax”. La Commissione europea ha dato il via libera alla procedura di cooperazione rafforzata che consente ad un minimo di nove Paesi membri di andare avanti con una legislazione anche in assenza del consenso di tutti i 27 Paesi Ue. La scorsa settimana all’Ecofin tenutosi Lussemburgo, undici ministri delle finanze hanno dato l’ok ad andare avanti con la Tobin Tax, oggi sono rimasti in dieci perché l’Estonia deve sottoporre la questione al voto del parlamento nazionale. Tuttavia qualsiasi Paese che vorrà unirsi in un secondo momento, potrà farlo a piacimento. La decisione di Bruxelles è risultata indigesta oltre Manica, dove il Premier David Cameron già minaccia ritorsioni.
“I dieci Stati membri che desiderano applicare un’imposta dell’Ue sulle transazioni finanziarie  tramite una cooperazione rafforzata dovrebbero essere autorizzati a farlo, poiché sono soddisfatti tutti i requisiti normativi per una tale misura”. Questo si legge nella comunicazione ufficiale della Commissione europea, che tra i sorrisi del Presidente José Manuel Barroso e quelli del Commissario Ue alla Fiscalità Algirdas Šemeta ha apposto il timbro “approved” alla proposta dei dieci volenterosi. Si tratta di Francia, Germania, Belgio, Portogallo, Slovenia, Austria, Grecia, Italia, Spagna e Slovacchia. D’altronde Bruxelles non vedeva l’ora visto che la proposta originale della Commissione europea risale addirittura al settembre 2011 e che la sua adozione in tutti i Paesi Ue avrebbe portato nelle casse comunitarie ben 57 miliardi di euro di gettito all’anno da spendere in progetti sociali, fondi strutturali e aiuti ai Paesi in difficoltà. Una cifra da ridimensionare dal momento che sono solo dieci, forse undici, i Paesi ad applicarla. Il ministro francese degli Affari europei, Bernard Cazeneuve, ha già messo mano alla calcolatrice, stimando in almeno 10 miliardi il gettito nelle casse dell’Ue.

Adesso la richiesta di cooperazione rafforzata avanzata dai dieci, forse undici, Paesi deve essere essere adottata dagli Stati membri a maggioranza qualificata e deve ottenere l’approvazione del Parlamento europeo, affinché i 10 Stati membri possano portarla avanti. Verso la fine dell’anno la Commissione presenterà la proposta definitiva di FTT (Financial Transaction Tax) armonizzata che sarà poi discussa ed eventualmente adottata dai Paesi partecipanti. Numerosi gli sgambetti che c’è da aspettarsi da quei Paesi che la FTT non la vogliono nemmeno vicino casa. In primis la Gran Bretagna, i cui rapporti con l’Ue si stanno deteriorando sempre di più tanto che, presumibilmente anche per la FTT, il Premier Cameron ha minacciato di opporre il veto nei confronti del bilancio Ue 2013. Si perché a Bruxelles le varie battaglie riguardanti soldi e bilanci devono sempre essere lette in modo incrociato. Ecco che l’avanzamento europeo sulla FTT potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso dei rapporti UK-Ue già di per se pericolanti. Dura la risposta di Angela Merkel alla possibilità del veto britannico, che ha minacciato di cancellare il summit europeo di novembre destinato alle negoziazioni sul Programma multi annuale di bilancio 2014-2020.

Ma torniamo alla Tobin Tax. Secondo la Commissione europea la FTT contribuirà a colmare il deficit di tassazione del settore finanziario calcolato in almeno 18 miliardi di euro l’anno e soprattutto a stabilizzare lo stesso mercato interno a vantaggio di tutta l’Unione. Inoltre la Commissione è intenzionata a usare queste entrate per abbassare la quota annuale dei Paesi partecipanti, quindi anche dell’Italia, versata dai governi nazionali all’Ue per il bilancio comunitario. Secondo Bruxelles è ancora presto per dire a quanto ammonteranno queste entrate, ma le prospettive sono rose in quanto i dieci Paesi che hanno aderito rappresentano da soli i 2/3 dell’intera economia europea. Ovviamente se anche la Gran Bretagna avesse aderito la cifra sarebbe stata più tonda, ma al momento questa eventualità resta fantascienza.

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