Scandalo Libor/Barclays, Bruxelles agita le manette

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L’Indro.it
Lo scandalo Libor rappresenta indubbiamente la truffa finanziaria più grave degli ultimi anni. Forse ancora di più della speculazione finanziaria alla base della bolla immobiliare dei subprime americani che è scoppiata negli Stati Uniti nel 2008 e che ha disseminato mezzo mondo di prodotti tossici. Tutto dipende dalle interpretazioni, ma una cosa è certa: nel mondo della grande finanza c’è a dir poco del marcio. E Bruxelles corre ai ripari. La Commissione europea ha presentato in questi giorni una serie di proposte legislative per aggiustare un mercato ormai impazzito e, all’occorrenza, far scattare le manette.
Il Libor (London Interbank Offered Rate) è il tasso di riferimento europeo al quale le banche si prestano denaro tra loro (sterline inglesi, dollari USA, franchi svizzeri ed euro) utilizzato principalmente da parte delle principali banche operanti sul mercato interbancario londinese. La zona Euro ha un suo indice, detto Euribor, concorrente ma con lo stesso scopo. Succede che nel corso di giugno la City di Londra è stata palcoscenico di un enorme scandalo che vedeva enormi banche come Barclays manomettere questo parametro a fini esclusivamente di lucro. Secondo le indagini tuttora in corso, tra il 2005 e il 2007 all’interno di Barclays sarebbero stati modificati ad arte i dati usati ai fini del Libor per avvantaggiare la performance della stessa banca, con dei buchi enormi da coprire, e rimpinguare i profitti di alcuni trader. Il numero uno di Barclays, Bob Diamond, è stato costretto alle dimissioni per mettere a tacere le critiche, anche se siamo ben lontani dall’estinzione di un simile incendio. Per capire le dimensioni della gravità della situazione, basti pensare che Barclays a fine giugno, oltre all’epurazione di top executive, ha accettato di pagare una multa record pari a 453 milioni di dollari per non essere perseguita dagli inquirenti.
Toccare il Libor vuol dire in parole povere ’barare” sul reale costo del denaro scambiato a milioni e milioni tra istituti di credito di solito durante la notte, ovvero a chiusura dei mecati. Ovviamente le responsabilità non possono essere circoscritte alla sola Barclays, visto che le indagini stanno passando al setaccio trader che contano trascorsi anche a Hsbc e Deutsche Bank. Il paradosso è che per questi signori anche la crisi dell’Euro può trasformarsi in un business. La filiale europea del hedge fund americano Tudor ha annunciato di aver pagato 62milioni di dollari ai suoi 20 top manager durante la crisi dell’eurozona a fronte dei solo 8 pagati l’anno precedente. Insomma, a good business.
Una situazione di pirateria finanziaria che Bruxelles non può più permettersi. “Dietro alla manipolazione del Libor c’è una assenza totale di morale”, ha detto il Commissario Ue al Mercato interno, il francese Michel Barnier. “Comportamenti di questo tipo devono essere sanzionati”. A rincarare la dose ci ha pensato il Commissario Ue per la giustizia, la lussemburghese Viviane Reding: “Le conseguenze dello scandalo Libor riguardano la quasi totalità delle istituzioni finanziarie del pianeta. La vicenda ha delle ricadute sui prestiti per gli studenti e sui prestiti ai consumi. Anche le imprese ne sono vittime”. Ed ecco che l’Europa ha avanzato la sua proposta, anzi due: la prima introduce alcune modifiche alla proposta di regolamento relativo all’abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (nuovi parametri, valori di riferimento, nuova definizione di “reato di manipolazione del mercato” e nuovo campo di applicazione di questo reato) e la seconda alla proposta di direttiva relativa alle sanzioni penali in caso di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato (tra cui la modifica del reato di “istigazione, favoreggiamento nonché complicità e tentativo di commettere un reato” per includervi i comportamenti di questo tipo finalizzati alla manipolazione dei parametri).
Le intenzioni di regolamentare il Far West della grande finanza ci sono tutte. Ma ovviamente si tratta di modifiche sostanziali che devono andare di pari passo con il Parlamento europeo e gli Stati membri. In questa fase, ad esempio, la Commissione non propone di fissare tipi e livelli minimi di sanzioni penali, ma intende imporre a ogni Stato membro di introdurre nel diritto nazionale sanzioni penali per punire la manipolazione dei parametri. Immaginabile e scontata la lobby della grande finanza che si scatenerà su Bruxelles. Tuttavia migliorare le regole del gioco del mercato finanziario internazionale potrebbe essere il miglior precipitato di scandali come quelli del Libor e dell’interra crisi dell’Eurozona.

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