Phil Hogan, un irlandese alla guida dell’agricoltura europea

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(Pubblicato su Agronotizie.it)

Irlandese, 54 anni, centrodestra, originario di una regione famosa per la produzione lattiera, Phil Hogan ha una lunga carriera politica alle spalle. A soli 25 anni è stato il più giovane presidente del Consiglio di County Kilkenny. Una delle ultime cariche ricoperte, a partire dal 2011, è stata quella di ministro per l’Ambiente, il Patrimonio e gli Enti locali, carica che lo ha visto approvare anche leggi molto impopolari come una tassazione sull’acqua e sulla casa nonché una vasta riforma delle amministrazioni locali.

Si tratta del secondo irlandese a capo del portafogli Agricoltura della Commissione europea. Il primo fu Ray MacSharry dal 1989 al 1992, gli anni in cui è stata fatta la prima grande riforma della politica agricola comune. Lo scorso 10 settembre lo stesso Hogan ha ammesso pubblicamente di “aver ottenuto il grande portafogli dell’Agricoltura grazie alla vicinanza politica personale del premier irlandese Enda Kenny con il neo presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker”. Va ricordato che il portafogli Agricoltura controlla il 40 per cento del bilancio Ue annuale di 150 miliardi di euro.

I dossier caldi alla Commissione europea. Nella lettera di incarico inviatagli da Juncker, gli viene affidata l’attuazione della riforma della Politica agricola comune, la sua semplificazione, il contributo dell’agricoltura alla lotta ai cambiamenti climatici e la revisione nel 2016 del quadro di finanziamento pluriennale Ue 2014-2020.

I nei di Hogan. Recentemente Hogan è stato al centro di una polemica riguardante alcune spese di consulenza che, secondo la stampa irlandese, ammonterebbero a qualche milione di euro e delle quali Hogan aveva in un primo momento detto di non conoscerne i dettagli. Nel 2011 Hogan ha dovuto presentare delle scuse scritte a una consigliera politica dell’ex Premier John Bruton per delle affermazioni sessiste fatte nei suoi confronti.

Presidente Comagri ottimista. Czeslaw Adam Siekierski, polacco di centrodestra, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, si dice soddisfatto della nomina di Hogan e ottimista in vista della sua audizione in commissione. “Mi sembra un candidato molto positivo con esperienza politica e nel settore”, ha detto, sottolineando gli aspetti sui quali Hogan dovrà prestare particolare attenzione, come “la catena agroalimentare, la fine delle quote latte, il negoziato USA-UE (TTIP) e la sicurezza alimentare”. Siekierski auspica anche che con il nuovo Commissario si innesti “una proficua collaborazione con il Parlamento europeo” alla luce della “peculiarità dell’agricoltura europea, molto diversa da quella americana”.

Mai più un Ciolos. Il presidente italiano della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, Giovanni La Via, aveva nei mesi scorsi sperano in un cambio di guardia per quanto riguarda il portafogli Agricoltura della Commissione europea in quanto il rumeno Dacian Ciolos non si era rivelato all’altezza delle aspettative degli eurodeputati.

Esame al Parlamento europeo. A fine settembre, e dopo aver risposto a una serie di domande scritte, Phil Hogan verrà ascoltato dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo che redigerà un parere e lo sottoporrà all’attenzione della conferenza dei presidenti dei gruppi politici, i quali, nell’eventualità il parere fosse negativo, chiederanno a Juncker di cambiare il candidato. L’intero collegio dei commissari Ue verrà votato a Strasburgo nella sessione plenaria del Parlamento europeo a fine ottobre.

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