Pe: caso Iwaszkiewicz, imbarazzo fra euroscettici

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(Pubblicato su Euractiv.it)

Scoppia il caso Robert Jarosław Iwaszkiewicz al Parlamento europeo. L’ingresso del deputato polacco nel gruppo euroscettico Efdd di cui fa parte il M5S alza un polverone in Europa visti i valori del suo partito di appartenenza, a favore della pena di morte e ultra conservatore per quanto riguarda i diritti civili.

A quanto pare perfino il Front National di Marine Le Pen si era rifiutato di trattare con lui per la costituzione di un eventuale gruppo di estrema destra lo scorso luglio. “Volevo garantire la sopravvivenza di almeno un gruppo euroscettico”, così Iwaszkiewicz ha motivato la sua scelta di unirsi al M5S e all’Ukip.

Chi è Robert Jarosław Iwaszkiewicz. Fa parte del Congresso della Nuova Destra, formazione conservatrice che ha visto i propri consensi crescere costantemente in Polonia alle ultime elezioni.

Dal punto di vista economico, Iwaszkiewicz è un liberista, contrario alla tassazione delle rendite finanziarie e a favore di una riduzione sostanziale della spesa pubblica. Per quanto riguarda le politiche ambientali, il deputato polacco non è a favore di normative che impediscano lo sviluppo economico ed è a favore dello sfruttamento di fonti energetiche molto contestate come lo shale gas. Ma a destare scandalo sono soprattutto le posizioni del suo partito su questioni come la pena di morte, che lo vede favorevole a una sua reintroduzione. Il resto lo fanno alcune affermazioni personali di Iwaszkiewicz, rilasciate durante alcune interviste ai media polacchi – e poi giustificate come “battute sarcastiche” – riguardanti il ruolo delle donne nella società e il fatto che, ogni tanto, un po’ di botte “potrebbero aiutare molte mogli a tornare con i piedi per terra”.

Nemmeno il Front National lo ha voluto. Lo ha fatto sapere proprio oggi a Strasburgo la leader del partito di estrema destra francese, Marine Le Pen: “Noi non lo abbiamo voluto perché è lontano dai nostri valori”. Una decisione confermata da un altro eurodeputato FN, Louis Aliot, che parla di “puro opportunismo politico: anche noi eravamo nella stessa situazione del M5S e dell’Ukip, ovvero senza gruppo politico, ma abbiamo preferito rimanere così piuttosto che fare accordi con un deputato appartenente a un partito del genere”, ha detto.

“Volevo salvare un gruppo euroscettico”. Iwaszkiewicz fa sapere che la decisione di unirsi al gruppo Efdd è stata presa insieme agli altri membri della delegazione polacca del suo partito perché era fondamentale “salvare almeno una grossa formazione euroscettica all’interno del Parlamento europeo”. Il deputato polacco sottolinea di condividere “gli stessi valori euroscettici del gruppo Efdd”. E i problemi con i diritti civili? Iwaszkiewicz sostiene che il suo partito è “liberale” e che “ogni membro del partito ha opinioni personali”.

I Verdi lasciano la porta aperta. Soltanto qualche ora prima, il copresidente dei Verdi Philippe Lamberts aveva fatto sapere che il gruppo verde resta disponibile a un dialogo con i deputati del M5S anche se questi non hanno mai risposto alla mail mandata lo scorso 17 ottobre e con la quale chiedevano un incontro politico per un’eventuale alleanza al parlamento. “È nell’interesse dello stesso M5S non unirsi a persone con le quali non hanno niente da spartire” aveva detto Lamberts, “Noi rimaniamo aperti al dialogo perché i punti in comune sono più forti delle divergenze, delle quali possiamo comunque parlare”.

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