Parlamento europeo: gruppi; ultimi giorni, #LePen e #Lega a rischio

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Pubblicato su Euractiv.it
Farage_LePenIl gruppo euroscettico e nazionalista di Marine Le Pen rischia di non vedere la luce. All’appello manca ancora un partito per raggiungere la soglia minima di sette formazioni nazionali per fare gruppo all’Europarlamento. In extremis, i Democratici svedesi hanno optato per il gruppo Efd di Nigel Farage e del M5S, lasciando Marine Le Pen e Geert Wilders ad un passo dal baratro dei non iscritti a pochi giorni dalla scadenza per presentare una nuova formazione a Bruxelles (24 giugno). In ballo ci sono circa 22 milioni di finanziamenti europei. E l’incognita pesa pure sugli eurodeputati della Lega Nord che verranno a Bruxelles.
Alleanza Europea per la Libertà, manca un pezzo – Ad oggi – e da qualche settimana a dire il vero – al nuovo gruppo euroscettico e nazionalista di Marine Le Pen manca un partito per formare il relativo gruppo al Parlamento europeo (“Alleanza Europea per la Libertà” è il partito europeo di riferimento). Sei i partiti che hanno aderito fino adesso: Front National (Francia, 24 deputati), Lega Nord (Italia, 5 deputati), Partito della Libertà FPÖ (Austria, 4 deputati), Partito della Libertà PVV (Paesi Bassi, 4 deputati), Kongres Nowej Prawicy (Polonia, 4 deputati) e Vlaams Belang (Belgio, un deputato). Sono tutte di formazioni che gravitano sulla destra ed estrema destra europea, caratterizzate da una visione nazionalistica ed euroscettica politicamente e protezionista economicamente (con differenze sul livello d’interventismo statale), conservatrici per quanto riguarda i valori sociali e religiosi, tutte favorevoli a una forte stretta sull’immigrazione anche intra europea.

I Democratici svedesi preferiscono Farage – Il settimo partito, in forse fino all’ultimo momento, ha preferito alla fine il gruppo euroscettico dell’Ukip e del M5S, l’Europe of Freedom and Democracy (Efd). I due eurodeputati svedesi, Kristina Winberg e Peter Lundgre, sono entrambi a favore di una stretta sull’immigrazione e in difesa dei valori cristiani e della famiglia. Il loro ok a Farage (leader dell’Ukip, ma non più capo delegazione) ha permesso all’Efd di raggiungere i sette partiti indispensabili per formare un gruppo a Bruxelles (l’altro parametro sono i 25 eurodeputati).

Un altro regalo all’Efd – Un’eurodeputata del Front National, la 64enne francese Joelle Gergeeron Guerpillon, è fuoriuscita dal partito di Marine Le Pen solo due giorni dopo le elezioni europee perché s’è rifiutata di cedere il seggio al successivo in lista come chiestole dalla dirigenza. Il suo addio all’FN e il suo approdo all’Efs ha permesso al gruppo di Farage e del M5S di vedere la luce in quanto la Guerpillon conta come una delegazione a se, quella francese.

Poche le opzioni rimaste sul mercato – Visto che i principali partiti appartengono già tutti a dei gruppi politici o hanno già fatto la propria scelta, le speranze di Marine Le Pen ripongono quasi esclusivamente sulla fuoriuscita di qualche singolo deputato, come successo con la  Guerpillon. Scartate a priori le formazioni più estremiste accusate di antisemitismo come Alba Dorata (Grecia), Jobbik (Ungheria) e il partito nazionaldemocratico tedesco Npd (Germania).

22 milioni di euro in gioco – Questo è l’ammontare stimato dal think thank britannico Open Europe che il gruppo della Le Pen si aggiudicherebbe se riescisse a formare un gruppo. Il Parlamento europeo, infatti, finanzia i gruppi politici e i relativi partiti europei e think thank secondo rigide regole che prendono in considerazione la grandezza degli stessi in termini di delegazioni nazionali ed eurodeputati.

Le incognite Lega Nord – Ancora non si conoscono gli eurodeputati del Carroccio che verranno a Bruxelles e Strasburgo. Tutto sembra dipendere dalla scelta di Flavio Tosi, attualmente sindaco di Verona, di tenere o cedere il seggio. Tosi ha più volte detto, prima e dopo le elezioni, che non intende lasciare Verona per Bruxelles, ma ad oggi non ha ancora rinunciato ufficialmente al seggio. Alla sua rinuncia o meno, è legata la conferma al Parlamento europeo della vicentina Mara Bizzotto e del veronese Lorenzo Fontana. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord e già eurodeputato, dovrebbe optare per il collegio Nord Ovest, insieme a Gianluca Buonanno, mentre Mario Borghezio, anche lui già eurodeputato, è stato eletto al Centro.

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