Ogm, dall’Ue stop a garofano e mais biotech

0

Il Parlamento europeo chiede alla Commissione europea di ritirare l’autorizzazione all’immissione in commercio di un tipo di garofano e un tipo di mais geneticamente modificati perché significherebbe incoraggiare “l’utilizzo a livello mondiale di un farmaco per il diabete come erbicida” e di una sostanza “probabilmente cancerogena”.

Segnale politico alla Commissione europea
Le due risoluzioni approvate dall’Europarlamento, sebbene senza valore legislativo, indicano chiaramente alla Commissione europea la volontà di non autorizzare l’importazione, la distribuzione e la vendita al dettaglio di garofani e mais mutati per essere resistenti ad alcuni erbicidi.

Erbicidi e diabete
Nel testo di una delle due risoluzioni, si legge che “la creazione di un mercato di piante, come il tipo di garofano Dianthus caryophyllus L., resistenti alle sulfoniluree – sostanze utilizzate per la cura del diabete di tipo 2 – incoraggerà l’utilizzo a livello mondiale di questo farmaco contro il diabete come erbicida”, con “effetti dannosi a livello mondiale sulla biodiversità e la contaminazione chimica dell’acqua potabile”.

Mais Ogm, rischio cancerogeno
Gli eurodeputati chiedono anche di bloccare la commercializzazione del mais geneticamente modificato resistente al glifosate, uno degli erbicidi più diffusi al mondo, classificato come “probabilmente cancerogeno” per l’uomo dall’Organizzazione mondiale per la Salute.

Quali sono i mais Ogm
Il granturco SYN-BTØ11-1 esprime la proteina Cry1Ab, che conferisce protezione da alcuni lepidotteri, e la proteina PAT, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di ammonio glufosinato. Il granturco SYN-IR162-4 esprime la proteina Vip3Aa20, che conferisce protezione da alcuni lepidotteri, e la proteina PMI, che è stata usata come marcatore selezionabile. Il granturco modificato SYN-IR6Ø4-5 esprime la proteina Cry3A, che conferisce protezione da alcuni coleotteri, e la proteina PMI, che è stata usata come marcatore selezionabile. Il granturco MON-ØØØ21-9 esprime la proteina Cry1Ab, che conferisce protezione da alcuni lepidotteri, e la proteina PAT, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosate.

Processo di autorizzazione europea Ogm in tilt
Gli eurodeputati hanno denunciato ancora una volta che le attuali autorizzazioni all’immissione in commercio di Ogm vengono concesse sempre dalla Commissione europea in quanto gli Stati membri non riescono mai a raggiungere la maggioranza qualificata in sede di Consiglio Ue per bocciare o approvare un’autorizzazione. La Commissione europea ha più volte esortato gli Stati membri a trovare un accordo

Come funziona oggi l’autorizzazione Ogm in Europa
Le aziende che vogliono commercializzare prodotti transgenici in Europa devono presentare domanda in primo luogo all’autorità competente di uno Stato membro. Questa viene poi trasmessa all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che è responsabile della valutazione scientifica del rischio sia ambientale sia per la salute umana e animale. La valutazione del rischio è effettuata in stretta collaborazione con gli organismi scientifici degli Stati membri. Successivamente il parere è reso disponibile al pubblico e viene avviata una consultazione pubblica che rimane aperta per un mese. Entro tre mesi dal ricevimento del parere dell’Efsa, la Commissione europea prepara una proposta di decisione di esecuzione per rilasciare o rifiutare l’autorizzazione che viene trasmesso agli Stati membri e soggetto a votazione a maggioranza qualificata. Se il comitato permanente e il comitato d’appello non riescono ad adottare la decisione a maggioranza qualificata entro un determinato periodo di tempo, spetta alla Commissione adottare la decisione finale.

(Pubblicato su Agronotizie.it)

Leave A Reply