Ogm, Comagri boccia il divieto di commercializzazione

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La commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha bocciato la proposta della Commissione europea di revisione decisionale per l’autorizzazione degli organismi geneticamente modificati (Ogm) come alimenti e mangimi.
La proposta mira a dare agli Stati membri la possibilità di vietare questa commercializzazione all’interno dei propri confini nazionali – come accade dallo scorso aprile per quanto riguarda la coltura degli Ogm. Adesso il parere contrario della Comagri e quello prossimo della commissione Ambiente saranno votati nella sessione plenaria del Parlamento europeo di ottobre. Se il parere negativo dovesse essere confermato, la Commissione europea ritirerà la sua proposta e i prodotti Ogm – alimenti e mangimi – potranno continuare ad essere commercializzati.

Tutelare il mercato interno Ue
La Comagri ha bocciato la proposta della Commissione europea (28 contrari, 8 favorevoli e 6 astensioni) per tutelare l’integrità del mercato interno europeo ed evitare divieti nazionali che avrebbero danneggiato l’industria agroalimentare europea fortemente dipendente dall’importazione di alimenti e mangimi Ogm da Paesi extra europei.
“Non abbiamo costruito il mercato interno europeo per lasciare che decisioni arbitrali lo mettano in pericolo”, ha detto Albert Dess, eurodeputato tedesco popolare responsabile del rapporto, secondo il quale il voto di ieri rappresenta “un chiaro segnale alla Commissione europea affinché questa proposta venga ritirata”.

La proposta della Commissione europea
La revisione presentata dalla Commissione europea prevede che un Ogm autorizzato in Europa come alimento o mangime, possa essere invece vietato dagli Stati membri nella loro catena alimentare (misure di opt-out). Per far questo, le misure di opt-out dovranno fondarsi su motivi legittimi diversi da quelli valutati a livello dell’Ue, vale a dire su rischi per la salute umana o animale o per l’ambiente. Gli Stati membri dovranno giustificare la compatibilità delle loro misure di opt-out con la legislazione sul mercato interno dell’Ue e gli obblighi internazionali dell’Ue e dell’Omc.

Industria agroalimentare europea dipendente dagli Ogm
“Ci sono molti settori produttivi in Europa che dipendono da grandi importazioni di Ogm e che non sopravviverebbero di fronte a messe al bando nazionali”, ha spiegato Albert Dess. “Se così fosse l’intero settore dell’allevamento europeo soffrirebbe e questo ci renderebbe ulteriormente dipendenti dall’importazione di carni da Paesi terzi, carni non soggette agli stessi standard di controllo europeo”.

Soddisfatto Paolo de Castro (PD)
L’eurodeputato italiano coordinatore S&D della Comagri, esprime soddisfazione per il voto di ieri: “Non possiamo permettere una divisione del mercato interno europeo. Va bene vietare la coltivazione di Ogm all’interno del proprio Stato membro, ma la commercializzazione di questi prodotti è una cosa diversa”.
e Castro invita, inoltre, a guardare alla ricerca applicata all’agricoltura con occhi diversi e a non cadere vittime dei luoghi comuni del passato sulla biotecnologia.

Prossimi passaggi
Adesso tocca alla commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare (Envi) pronunciarsi con un parere il 12 e 13 ottobre. Poi sarà l’intero Parlamento europeo a votare nella plenaria del 26-29 ottobre. In caso di voto contrario, la proposta di riforma della Commissione europea verrà ritirata.

(pubblicato su Agronotizie.it)

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