Niente accordo a Bruxelles sul quadro finanziario pluriennale Ue 2014-2020

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Helpconsumatori.it
Si conclude con un niente di fatto la due giorni di summit europeo sul quadro finanziario pluriennale Ue 2014-2020. Troppo diverse le posizioni dei leader europei tra tagli e sconti vari. A chiedere la riduzione maggiore sono Gran Bretagna, Svezia e Finlandia. Francia delusa sulla politica agricola comune. Italia ci rimette in competitività e coesione. Secondo il Premier italiano Monti l’Itlia non avrebbe “accettato soluzioni inaccettabili”. Al centro del dibattito la bozza di compromesso presentata da Van Rompuy.
Salta l’accordo sul quadro finanziario pluriennale Ue 2014-2020. I 27 capi di Stato e di Governo non hanno trovato un accordo sulla pianificazione dei prossimi sette anni di spesa europea. Nonostante i tentativi di mediazione del presidente del Consiglio europeo nelle 14 ore di incontri bilaterali precedenti al summit, non è stata trovata una posizione comune.

Il compromesso di Van Rompuy. Ieri sera il belga Van Rompuy ha presentato una bozza di compromesso che rispetta i tagli previsti nella proposta della settimana scorsa (80 miliardi in meno dei 1.048 miliardi chiesti dalla Commissione europea). Ecco nel dettaglio i tagli: le politiche di coesione (fondi per le regioni in ritardo di sviluppo e fondo sociale) ricevono 10,7 miliardi in più e la Politica agricola comune (Pac) riceve 7,8 miliardi (sempre rispetto ai tagli previsti). Il taglio complessivo per la coesione arriva a 18,5 miliardi mentre la riduzione a carico della Pac a 7,8 miliardi. Tagliata la competitività (programmi di ricerca e sviluppo tecnologico come il programma Galileo) che vengono ridotti di altri 13 miliardi oltre gli 11,6 già proposti. Decurtato anche il programma “Connencting Europe Facility”, un piano di investimenti per le reti di trasporti, energia e telecomunicazioni, – 5 miliardi oltre i 4 già proposti.

Non un buon compromesso per l’Italia. Al suo arrivo al summit Monti aveva detto che l’Italia non avrebbe “accettato un accordo inaccettabile”. Secondo Monti per l’Italia “non importante come per altri un limite al totale del bilancio però è essenziale che l’Italia ottenga risultati migliori di quelli prospettati oggi per quanto riguarda la coesione, agricoltura, e meccanismi di ripartizione”. La proposta di Van Rompuy concede qualcosa sulla politica agricola comune ma punisce severamente la competitività, uno dei pilastri difesi da Monti e Moavero.

La Gran Bretagna vuole ancora più tagli. Londra ha guidato il fronte degli oltranzisti che chiedevano maggiori tagli rispetto alla proposta di Van Rmpuy (Svezia e Finlandia). Il Premier Cameron ha detto che “è il momento sbagliato per aumentare la spesa Ue” visto che “stiamo affrontando difficili tagli alla spesa pubblica a casa nostra”. Secondo Cameron la bozza di Van Rompuy, che già conteneva tagli, “non contiene progressi sufficienti”.

“Si tratta di “un negoziato molto complesso”. Lo ha detto Monti, secondo il quale è normale che per  trovare un accordo ci sia bisogno di più summit. Secondo il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, “è probabile che ci sia un nuovo summit sul bilancio a gennaio-febbraio”

Italia penalizzata da sempre. Al suo arrivo al summit, monti aveva detto che l’Italia è da sempre un contribuente netto ( da più di quanto riceve) e per questo non avrebbe accettato altre riduzioni nei capitoli riguardanti la coesione, l’agricoltura e la distribuzione alle regioni più svantaggiate.

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