Mario Monti, l’Europeo dell’anno: “Mai gli Stati Uniti d’Europa”

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L’Indro.it

Mario Monti premiato a Parigi come Europeo dell’anno. Il premio va alla personalità politica internazionale che si è maggiormente contraddistinta per il suo impegno politico in senso “europeo”. Peccato che proprio il Premier italiano è stato autore, un paio di settimane fa, di una dichiarazione shock a Berlino: “Non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa”. Eppure, in tempo di crisi, la costituzione di una federazione europea sembra sempre più l’unica soluzione possibile.
D’accordo Napolitano, Prodi e Amato. Fino ad oggi anche Monti non aveva mai nascosto la sua vicinanza ai federalisti. Intanto l’Mfe ha tenuto una convention a Roma sul ruolo dell’Italia in Europa nei prossimi mesi

Mario Monti è stato eletto l’Europeo dell’anno. Si tratta di un premio annuale consegnato a Parigi a personalità politiche internazionali che si sono particolarmente distinte per la propria “vena europea”. Indubbiamente si tratta di un raggio di luce per l’immagine internazionale italiana, reduce da un ventennio di relazioni diplomatiche non all’altezza dei grandi d’Europa. Con molto fair play, e un pizzico di astuzia, il Premier Monti ha voluto dedicare il premio ricevuto al popolo italiano. “Credo veramente, e non voglio essere retorico, che il popolo italiano intero debba essere destinatario di questo premio, perché non è una cosa frequente che i cittadini accettino dei sacrifici così considerevoli in tempi tanto brevi e in più da parte di una persona non che è stata scelta ma da un uomo che è stato nominato per un tempo determinato”. Belle parole che servono, probabilmente, a chiudere un pochino la falla cerata dallo scivolone politico su “posto fisso noioso” di questi giorni.

Tuttavia il premio di Europeo dell’anno fa a pugni con le recenti affermazioni del Premier Monti sugli “Stati Uniti d’Europa”, il sogno massimo dei federalisti europei. “Non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa”. Parole dette senza mezzi termini da Monti in una intervista al Die Welt dopo il vertice con la Cancelliera Angela Merkel a Berlino sullo stato dell’Euro di un paio di settimane fa. E il cuore federalista si spacca. Ma come? Monti non era una delle anime più ferventi del federalismo europeo in Italia? Si, ma a quanto pare deve aver cambiato idea. E dire che proprio a Roma si è  tenuta il 14 gennaio un’importante convention nazionale per parlare d’Europa e federalismo come risposta alla dirompente crisi dell’Euro.

Ma cosa sono gli “Stati Uniti d’Europa”? Si tratta di un’autentica federazione europea che metta per sempre gli Stati nazionali nello sgabuzzino, almeno così come li abbiamo intesi finora. Sì perché proprio in tempo di crisi, sono sempre di più chi vede negli Stati Uniti d’Europa l’unica soluzione possibile per uscire da un pantano nel quale, nonostante gli sforzi in parte lodevoli dei leader europei, l’Europa è bloccata da mesi. Secondo il Movimento federalista europeo (Mfe), infatti, il tracollo della Grecia, la situazione italiana e l’intera crisi dell’Euro mostrano come in un mondo globalizzato gli Stati nazionali siano incapaci di soluzioni efficaci. Il problema è che oggi nemmeno le istituzioni europee hanno il potere di agire autonomamente, vincolate come sono dai trattati comunitari.

Ma il dietrofront di Mario Monti, nonostante la sua nota vicinanza ai federalisti, non fa di certo ben sperare, soprattutto adesso che il Professore siede nella cabina di regia europea insieme ad Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Un eccesso di realismo, o pragmatismo, che non si addice a un membro del “Gruppo Spinelli”, un movimento politico nato lo scorso settembre al Parlamento europeo per rilanciare l’integrazione europea in senso federalista, un gruppo che ha tra i suoi supporters personaggi del calibro di Jacques Delors (presidente della Commissione europea dal 1985 al 1994), Daniel Cohn-Bendit e Guy Verhofstadt (rispettivamente copresidente dei Verdi e presidente dei liberali al Parlamento europeo), Andrew Duff ed Elmar Brok (eurodeputati).

Lo stesso Giorgio Napolitano ha più volte affermato che “gli Stati Uniti d’Europa sono l’ideale che ci deve guidare verso una più stretta integrazione. Non abbiamo più tempo da perdere”. E poi Romano Prodi e Giuliano Amato, che in una recente lettera pubblicata da Il Sole 24 Ore, scrivono: “Auspichiamo la nascita degli Stati Uniti d’Europa tra tutti i Paesi ed i popoli europei che vorranno partecipare”.

Per questo il 14 gennaio l’Mfe ha organizzato una convention a Roma per parlare del ruolo dell’Italia nel rilancio dell’obiettivo della federazione europea, “soprattutto oggi che c’è Monti al Governo”, avranno pensato. Peccato che le dichiarazioni del Premier italiano da Berlino vanno esattamente nel senso opposto. Nel frattempo a Roma il presidente Mfe Lucio Levi ha parlato di sviluppo europeo ecologicamente sostenibile, carbon tax, Tobin tax e project bonds, il tutto all’interno di un “governo economico europeo, democratico e capace di affrontare in modo efficace la crisi del debito sovrano”.

Ma attenzione. Dici “federalismo” e in Italia viene subito in mente la Lega. Ma l’idea degli Stati Uniti d’Europa c’entra davvero poco con il Carroccio, partito euroscettico per definizione. Al contrario gli USE (United States of Europe) mirano alla costituzione di una federazione europea con autonomia totale in politica estera, difesa (un esercito comune) e, appunto, economia, con la creazione di un ministero europeo dedicato (il Mister Euro di cui si sente tanto parlare). Dall’altra parte le autonomie locali, come regioni e comuni, godrebbero di più autonomia nelle politiche di stretto interesse territoriale, come istruzione sanità.

In termini pratici, come spiega Franco Spoltore, segretario generale Mfe, in un recente articolo pubblicato su Le Monde, il Parlamento europeo (la vera Camera d’Europa) vedrebbe i propri poteri aumentati, il Consiglio (oggi rappresentate degli Stati nazionali) verrebbe trasformato in Senato e la Commissione europea costituirebbe il vero e proprio esecutivo.

Insomma, come mai proprio Mario Monti, l’Europeo dell’anno, ha cambiato idea?

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