#M5S; Pe, vivaci reazioni a scelta #Farage

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Pubblicato su Euractiv.it
Grillo_FarageEntusiasmo, delusione, sorpresa. Queste sono le reazioni a Bruxelles per l’esito del referendum tra gli attivisti del Movimento 5 Stelle sulle future alleanze al Parlamento europeo. La schiacciante vittoria del gruppo euroscettico di Nigel Farage – nonostante il forte astensionismo di due terzi degli iscritti – innesca una discussione che è destinata a durare, in Europa come in Italia.
Nigel Farage “estremamente soddisfatto”. Il leader dell’Ukip sprizza gioia per l’esito della consultazione popolare. “Sono estremamente soddisfatto. Non vedo l’ora di lavorare insieme al M5S all’interno di una forte opposizione al Parlamento europeo”. Secondo Farage, l’ingresso del M5S “darà una bella spinta anche ad altre delegazioni nazionali che la prossima settimana dovranno scegliere se aderire al nostro gruppo”. Ad oggi, infatti, il gruppo Europe of Freedom and Democracy (Efd) non avrebbe i numeri per accreditarsi al Parlamento, ovvero almeno 25 deputati (e questi ci sono) da almeno 7 Paesi diversi. Nelle ore precedenti al risultato, Farage si era detto particolarmente ottimista: “I leader del Movimento 5 Stelle hanno fatto tutto quello che potevano per convincere i loro membri, ma alla fine sono loro a dovere decidere. Questa è la bellezza della democrazia diretta, è la gente ad avere il potere”. I membri dell’Efd si ritroveranno la settimana prossima a Bruxelles per contarsi e vedere se ci sono i margini per mantenere un gruppo politico.

Delusi e amareggiati i Verdi europei. La prima reazione dei Verdi la si ha a referendum ancora in corso dalla neo confermata copresidente del gruppo Rebecca Harms con un twitter tra l’amaro e l’ironico: “Consultazione online M5S su partner politici europei. Scelta tra ECR, EFD, NI. Verdi non sono opzione. Interessante. Aperto. Transparente”. Poi la reazione a consultazione terminata: “Non so più cosa pensare, non so chi decida veramente all’interno del Movimento”. E l’invito alla sollevazione popolare: “Ho letto sui social media, con l’aiuto di una amica italiana, che ci sono tante persone a favore dei Verdi. Spetta a loro adesso prendere posizione. Cosa possiamo fare noi? Parlare con Grillo? Perché dovrei farlo visto che lui offre ai suoi solo prospettive populiste e di destra?”. Stupita la capo delegazione francese Michèle Rivasi che nei giorni scorsi ha incontrato in via informale tre eurodeputati M5S al Parlamento europeo: “I tre colleghi si sono dimostrati favorevoli al dialogo con i Verdi e interessati. Per questo ne ho parlato alla riunione di gruppo martedì e abbiamo concordato tutti insieme di aprire al dialogo con il M5S”. Rassegnata l’italiana Monica Frassoni, presidente del partito verde europeo “Quando un referendum è pilotato non ci si può stupire del risultato. Dispiace il fatto che era evidente che la direzione di Grillo era quella di andare con Farage e quindi alla fine ci sono riusciti. Se non fanno un gruppo andranno con i non iscritti, è una decisione loro”. Secondo la Frassoni, “Grillo si è comportato coerentemente con i movimenti anti europei ai quali vuole appartenere, insomma avevamo ragione noi Verdi a pensarlo. La dimensione ambientalista della leadership del M5S si è rivelata completamente accessoria. A questo punto bisogna dividere tra leadership e Movimento in sé, per questo restiamo aperti al dialogo con i singoli eurodeputati”.

Ignazio Corrao (M5S): “Dobbiamo rispettare la scelta della base, noi siamo solo dei terminali”. Prima di ripartire per l’Italia, il capo delegazione pentastellato al Parlamento europeo ha commentato l’esito del referendum precisando che “dovevamo entrare in un gruppo, qualunque gruppo avrebbe comportato qualche problema, la nostra è solo un’alleanza tattica per contare al Parlamento”. Di Farage apprezza “l’attività anti Troika che permetterà di fare una battaglia contro l’establishment comunitario”. Farage è un nuclearista? “È un suo programma nazionale, ma noi non voteremo mai a favore del nucleare, il nostro programma ambientalista rimarrà sempre lo stesso”. Sulla polemica dei Verdi, Corrao si aspettava “più entusiasmo, invece hanno tergiversato e fatto i loro giochi di potere. Evidentemente non avevano tutto questo interesse a farci entrare”. E sull’incontro con la Rivasi risponde: “Ho incontrato alcuni eurodeputati francesi e ho chiesto loro di mostrare più entusiasmo ma non è arrivata mai nessuna posizione ufficiale”. E se l’Efd non avesse i numeri per restare un gruppo? “Bisogna vedere la seconda opzione del Parlamento, ma visto che si tratta di restare tra i non iscritti, dovremmo valutare bene il da farsi”.

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