M5S fuori da presidenze e vice delegazioni

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(Pubblicato su Euractiv.it)

Ieri pomeriggio si è consumata a porte chiuse l’esclusione degli eurodeputati pentastellati dalle delegazioni del Parlamento europeo. Attorno a loro si è stretto il fronte compatto di popolari, socialisti e liberali che hanno voluto estromettere gli euroscettici dalle cariche di rappresentanza del Pe.

Lo stesso si era verificato in occasione delle votazioni per le presidenze e vicepresidenze delle commissioni parlamentari lo scorso luglio. Viene in questo modo stravolto il ‘metodo D’Hond’, il cosiddetto gentlemen’s agreement secondo il quale al M5S sarebbe toccata qualche carica. Scandalizzati i pentastellati, che parlano di “cordone sanitario” stretto attorno a loro.

Gli eurodeputati M5S bocciati

In teoria i cinque stelle avrebbero dovuto aggiudicarsi la presidenza della delegazione Australia con Tiziana Beghin e le vicepresidenze della Panafrica, con Ignazio Corrao, della Euromed, con Fabio Massimo Castaldo, e del Montenegro, con Marco Zullo. “Per boicottare la mia candidatura sono stati costretti a chiamare i membri sostituti che non sapevano nemmeno per cosa votassero”, spiega Tiziana Beghin. “Eppure il mio background era perfettamente in linea con quanto richiesto, parlo fluentemente tre lingue e sono membro della commissione Commercio internazionale”. La Beghin rivela che, “durante l’acceso dibattito, alcuni eurodeputati hanno confessato che in realtà il loro è un dissenso nei confronti di un esponente del partito di Beppe Grillo che vuole sfasciare l’Europa, ma questo non è vero, noi vogliamo solo cambiarla”. Durissimo Corrao, capodelegazione del Movimento 5 Stelle: “A Bruxelles, come a Roma, i partiti sono i veri nemici del popolo europeo. Sono anti-europei, anti-democratici e autoritari”.

Fronte comune contro gli euroscettici

La bocciatura di ieri ricorda quella del luglio scorso, quando la giovane Eleonora Evi si è vista negare la presidenza della commissione Petizioni, che le spettava sempre in base al metodo D’Hondt. Secondo i principali gruppi politici, questa decisione dipende dal non volere come rappresentanti esponenti di partiti estremisti (come il Front National) o apertamente euroscettici (come il M5S o l’Ukip).

Possibile ricorso alla Corte di Giustizia Ue

A quanto pare i pentastellati potrebbero decidere di ricorrere perfino alla Corte di giustizia dell’Unione europea – anche se al momento il M5S non conferma -. Tuttavia il cosiddetto metodo D’Hondt è un ‘gentlemen’s agreement‘, ovvero un accordo informale che prevede la spartizione delle cariche parlamentari in modo proporzionale tra i gruppi politici e le nazionalità, ma senza alcun vincolo se non la votazione a maggioranza in sede di elezione.

La solidarietà di conservatori e verdi

Sia gli eurodeputati dell’Ecr che i Verdi hanno votato a favore dei colleghi 5S e si sono opposti alla loro bocciatura. “Non è possibile continuare ad insistere su di un’ingiustizia flagrante nei confronti del Movimento 5 Stelle”, ha detto Notis Marias, vicepresidente Ecr e presidente del movimento politico greco “Cittadini anti-Memorandum”.

 

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