L’Ue potrebbe non aver fatto abbastanza per proteggere le api europee

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Il Mediatore europeo ha aperto un’indagine nei confronti della Commissione europea per verificare se sia stato fatto tutto il possibile per fermare la crescente moria delle api del vecchio continente. Sotto accusa alcuni pesticidi immessi sul mercato europeo e contenenti degli elementi tossici per le api come i neonicotinoidi. La Commissione ha tempo fino al 30 giugno per presentare il proprio parere.
Mediatore europeo indaga la Commissione europea. Il Mediatore europeo, l’austriaco Nikiforos Diamandouros, ha avviato un’indagine per capire se Bruxelles abbia tenuto in debito conto le analisi di alcuni apicoltori quando è stato deciso di autorizzare una serie pesticidi contenenti neonicotinoidi. Il dubbio è che la Commissione non abbia considerato debitamente le tesi scientifiche a favore di una restrizione dell’uso di questi pesticidi.

La mortalità delle api potrebbe essere dipendere proprio dall’uso dei pesticidi. La Commissione europea ha permesso l’immissione sul mercato Ue di un certo numero di pesticidi nonostante recenti studi scientifici ne abbiano verificato la pericolosità per le api. Uno studio italiano, ad esempio, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology  e condotto da un gruppo di ricercatori con a capo il chimico Andrea Tapparo e l’entomologo Vincenzo Girolami dell’Università di Padova, ha misurato i livelli di particolato contenente neonicotinoidi nei fumi di scarico delle macchine seminatrici. I risultati di questo studio hanno evidenziato che le api costrette a volare vicino alle macchine seminatrici presentavano un elevato livello di neonicotinoidi, livello tale da intossicarle e causarne un’elevata mortalità. Gli stessi effetti sono stati accertati anche da studi d’oltre oceano, come il “Pesticide Fact Sheet on Conditional Registration of Clothianidin” (Scheda informativa dei pesticidi sulla registrazione condizionata di clothianidin) dell’Environmental Protection Agency statunitense.

In Italia alcuni neonicotinoidi sono proibiti. Il 25 ottobre, il Ministero della Salute italiano ha approvato un decreto per il divieto di utilizzo dei neonicotinoidi Clothianidin, Theamethoxam, Imidacloprid e Fipronil delle multinazionali della chimica Bayer Syngenta e Basf. Nel 2009, prima del divieto, solo nel Nord Est si è verificata una perdita di arnie dal 50 al 70 per cento con conseguenti gravi danni agli agricoltori che producono il miele.

Ma in Europa i pesticidi neonicotinoidi sono ancora in uso. A livello europeo ci sono state solo delle restrizioni temporanee all’uso dei neonicotinoidi da parte di Germania e Slovenia. Il 3 ottobre il Consiglio di Stato francese su ricorso dell’Unione nazionale di apicoltura francese ha annullato un’autorizzazione per l’utilizzo del neonicotinoide Cruiser 350.

La Commissione ha permesso l’uso dei neonicotinoidi entro certi limiti. Nel 2011 la Commissione europea ha ammesso di essere al corrente della potenziale pericolosità dei  neonicotinoidi ammettendone quindi l’uso solo al i sotto di certi livelli. Secondo i denuncianti, la Commissione avrebbe dovuto prendere in considerazione i nuovi studi sugli effetti di questi pesticidi che considerano anche gli effetti non immediati sulla salute delle api come una moria leggermente ritardata e limitate capacità motorie.

Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione per una maggiore protezione delle api. Il 15 novembre 2011 il Parlamento europeo ha votato la risoluzione “Salute delle api e apicoltura” con cui chiedeva un maggior impegno dell’Ue ma nella quale non è passato un emendamento a favore della messa al bando definitivo dell’utilizzo dei pesticidi neonicotinoidi in agricoltura. In quell’occasione Andrea Zanoni, Eurodeputato italiano membro della commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare e favorevole a questa messa al bando, aveva puntato il dito contro “le lobby delle multinazionali produttrici di pesticidi” che avevano pesato sull’esito della votazione finale.

Le api sono fondamentali per l’impollinazione e la biodiversità. Le api sono i principali protagonisti dell’impollinazione delle specie vegetali e per la conservazione dell’habitat naturale. Oltre all’abuso di pesticidi neonicotinoidi, recenti studi scientifici individuano nella loro eccessiva moria il cambiamento climatico, le colture Ogm, l’inquinamento elettromagnetico e ad agenti patogeni naturali. Einstein stesso una vola disse che, “se le api fossero scomparse, agli esseri umani non sarebbero rimasti che quattro anni di vita”.

Il Mediatore europeo vigila sulle istituzioni europee. Qualsiasi cittadino dell’Unione, o qualsiasi ente, organizzazione, persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede in uno Stato membro, può rivolgersi a questa istituzione per denunciare casi di cattiva amministrazione da parte di qualsiasi istituzione o organo comunitario, ad eccezione della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado  nell’esercizio della funzione giurisdizionale.

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