Lagarde contro tutti

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L’Indro.it
Una cosa è certa: la Direttrice del Fondo Monetario Internazionale quando parla lascia il segno. La profezia dal retrogusto da Cassandra in merito ai “tre mesi di tempo per salvare l’Euro” è caduta come un fulmine nel ciel sereno che ha fatto seguito alla tempesta spagnola. La schiarita era infatti appena arrivata: dopo i 100 miliardi di euro concordati dai Ministri dell’Eurozona per aiutare le banche spagnole, qualcuno aveva tirato un mezzo sospiro di sollievo. La crisi, spagnola ed europea, era tutt’altro che passata, ma l’Eurozona aveva dato un chiaro segnale ai mercati di ’esserci’ ed essere pronta a pagare per un suo Paese membro. La secca affermazione della Lagarde di oggi, anche se estrapolata da una risposta più articolata, ha ricordato a tutti che la crisi è tutt’altro che passata.
Di sicuro non deve aver fatto piacere a Mariano Rajoy. Il Premier spagnolo ci ha messo dei mesi prima di mettere da parte l’orgoglio e accettare l’aiutino dell’Europa, anche se con il trucco che i soldi prestati andranno ad uno speciale fondo di salvataggio e quindi non formalmente al governo spagnolo. Sabato scorso l’intervento dei Ministri dell’Eurozona: 100 miliardi per calmare le fiamme dell’incendio spagnolo. I mercati ci avevano quasi creduto, tant’è che nei giorni successivi al bailout (anche se la parola non è esattamente corretta, direbbe Rajoy) le reazioni in borsa erano state timidamente positive. Ma dopo le parole della Direttrice del Fmi ecco il patatrac.

D’altronde Christine Lagarde, subentrata a Dominique Strauss Kahn dopo lo scandalo sessuale newyorkese, non è nuova ad affermazioni pesanti che qualcuno potrebbe anche definire ’sparate’. E di solito le fa sempre a mezzo stampa. Ad Atene si devono ancora riprendere per le dure parole in merito all’evasione fiscale del Paese. “I greci devono iniziare a pagare le tasse”, aveva detto inflessibile la Lagarde. “Mi preoccupano molto di più i bambini del Niger, loro che di aiuto non ne hanno mai ricevuto”. Apriti cielo. Migliaia di greci disoccupati o alle prese con le misure draconiane imposte dalla Troika (Ue-Bce e Fmi) sono andati su tutte le furie sentendosi offesi in prima persona. È vero, l’evasione fiscale è una delle piaghe del Paese, ma ricondurci tutti i mali della Grecia sarebbe un po’ riduttivo e molto semplicistico.

Ma non è finita qua. Sempre la Lagarde in una recente visita ufficiale in Lettonia, ha pubblicamente applaudito il metodo utilizzato dal Paese per far fronte alla crisi ed invitato gli altri membri dell’Eurozona a seguirne l’esempio (le Lettonia adotterà l’Euro nel 2014). Immediatamente qualcuno le ha fatto notare che le misure di austerità imposte da Riga hanno distrutto un quarto del Pil nazionale, lasciando migliaia di lettoni senza lavoro (la disoccupazione è passata dal 5,5% dell’anno scorso a oltre il 20% della forza lavoro). Come risultato un decimo della popolazione lettone se l’è data a gambe preferendo andare a lavorare all’estero. Facendo le dovute proporzioni, si può dire che la Lettonia ha perso in produzione in due anni circa quanto gli stati Uniti hanno perso dal 1929 al 1933 dopo la Grande depressione.

Oggi la Lagarde, riallacciandosi alla profezia dell’economista Soros, afferma che ci sono meno di tre mesi per rimettere l’Euro sulla giusta rotta. Ad avere paura non sono soltanto gli spagnoli, ma anche gli italiani, verso i quali gli occhi dei cacciatori di streghe della crisi si sono già rivolti. E poi tutta l’Eurozona, malata da tempo e solo a brevi tratti in via di ripresa. Insomma, parole che di certo non aiutano spiriti, mercati e governi. E quello che è peggio, è che la Lagarde potrebbe avere ragione.

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