La Germania vota si sulla Grecia ma è divisa

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L’Indro.it
La bella notizia (per la Grecia) è che il Bundestag, il Parlamento tedesco, ha approvato il piano di aiuti da 130 miliardi. La brutta notizia è che a Berlino non ci crede quasi nessuno che possa davvero servire a qualcosa per salvare la Grecia. Il primo dato è che il piano di aiuti è passato a larga maggioranza ma senza quella che in Germania chiamano ’la maggioranza della Cancelliera’, ovvero quasi la totalità dei deputati presenti in Aula.

Sì perché a Berlino non sono proprio abituati alle votazioni all’italiana fatte di franchi tiratori, totoscommesse e ricoveri in ospedale. E in materia di bilancio comunitario, specie di questi tempi, si è abituati a parlare con una voce sola. Ma che l’unisono a Berlino sarebbe stato impossibile questa volta lo si era capito già alla vigilia, quando era ormai chiaro che Angela Merkel avrebbe dovuto confidare sui voti soprattutto dell’opposizione rosso-verde, visti i numerosi dissensi all’interno dei partiti di centro-destra della CSU e CDU. Ma vediamo un po’ di voci.

A rompere i ranghi ci aveva pensato il Ministro degli Interni federale Hans-Peter Friedrich (CSU) che alla vigilia del voto aveva detto che sarebbe meglio dare degli incentivi alla Grecia affinché se ne vada volontariamente dall’Eurozona. Più moderata, ma sempre forte, l’ormai nota posizione del Ministro alle Finanze Wolfgang Schäuble (CDU), che non ha mai nascosto il suo desiderio di vedere la Grecia avviarsi verso il default anche se all’interno dell’Euro. Cupa anche la prospettiva del Ministro all’Economia Philip Roesler (FDP, i Liberali alleati di Governo), secondo il quale la strategia di salvataggio della Grecia è ormai in un vicolo cieco. Insomma, di sicuro non le condizioni ideali per andare ad un voto così importante.

E una mano non è certo arrivata dalla stampa tedesca. Proprio ieri il ’Bild’ (10 milioni di lettori) titolava “Basta soldi alla Grecia, basta miliardi alla Grecia”, chiudendo con un sonoro invito ai deputati tedeschi a votare “No” al bailout di oggi. Non sarà una novità, dal momento che il quotidiano è da sempre in lotta contro aiuti miliardari a Paesi in difficoltà. Ma visto l’espandersi a macchia d’olio del coro dei “No” agli aiuti, a Berlino l’argomento comincia a diventare particolarmente delicato. Come ogni quotidiano ’popolare’ che si rispetti, infatti, il ’Bild’ non fa altro che riflettere il sentimento che va per la maggiore nell’opinione pubblica di un Paese, in questo caso una certa insoddisfazione a continuare ad aiutare i “pigri e lassisti” greci, come si sente dire in giro.

Un sentimento che è penetrato fino dentro la coalizione della Merkel, visto che ben 20 deputati hanno votato “No”. Per carità, la coalizione della Cancelliera è tutto tranne che a rischio, ma le vicine elezioni federali si fanno sempre più vicine (2013) e prima o poi i nodi vengono al pettine. A mettere il dito nella piaga ci ha pensato, politicamente con una certa furbizia, il socialista e precedente Ministro delle Finanze Peer Steinbrück, secondo il quale “la Germania si deve preparare ad un terzo pacchetto di aiuti”. Una prospettiva di fronte alla quale l’allarmismo, secondo molti sempre meno giustificato, della Merkel circa gli effetti catastrofici di un ipotetico default della Grecia potrebbe non bastare più a tenere Berlino unita.

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