Il Parlamento europeo vuole una pesca comune più sostenibile

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Helpconsumatori.it
forever_fish_logo_15046Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo due relazioni che chiedono una maggiore protezione degli stock ittici nei mari europei tramite il contrasto della pesca intensiva e di fenomeni come lo scarico in mare del surplus di pescato. Adesso iniziano le negoziazioni con i Paesi membri rappresentati a Bruxelles dal Consiglio.

Pesca più sostenibile. Gli eurodeputati hanno approvato la relazione dell’eurodeputata socialista tedesca Ulrike Rodust sulla “politica comune della pesca” che mira alla conservazione degli stock ittici ponendo dei limiti alla pesca intensiva degli ultimi anni. Approvata anche la relazione dell’eurodeputato irlandese liberal democratico Pat the Cope Gallagher sulla “conservazione delle risorse della pesca” che mira a proteggere il novellame.
La pesca intensiva minaccia gli stock ittici europei. I dati della Commissione europea suggeriscono che più dell’80% degli stock ittici del Mediterraneo e il 47% di quelli dell’Atlantico sono soggetti a pesca intensiva.  Ecco che la pesca eccessiva di oggi minaccia la biodiversità dei mari europei e rischia di rendere i pescatori del continente sempre più disoccupati o dipendenti dai sussidi a causa del declino degli stock ittici, tant’è che ormai l’Europa importa dall’estero ben il 66% del pesce che consuma.

Lotta ai discarichi in mare. Quasi un quarto del totale del pescato finisce rigettato, cioè è scaricata a mare quella parte di esemplari non desiderati o troppo piccoli. I “rigetti” sono formati quasi totalmente da pesci ormai morti e, per fermare questa pratica dannosa, i deputati hanno votato per obbligare i pescherecci a sbarcare tutte le catture, anche per facilitare il controllo, secondo uno specifico calendario per ogni specie, a partire dal 2014.

Regole più strette sugli strumenti da pesca. La relazione Gallagher prevede l’adozione di specifiche misure volte a stabilire il tipo di attrezzi utilizzati, la maglia delle reti, il rispetto delle quote di cattura autorizzate e i tempi durante i quali la pesca è permessa.

Riserve proibite alla pesca. Per permettere il ripopolamento dei mari, gli eurodeputati chiedono la creazione di zone proibite alle attività della pesca. Dal 2015, inoltre, agli Stati membri sarà impedito di stabilire quote di pescato troppo elevate per essere sostenibili. I pescatori dovranno rispettare il “rendimento massimo stabilito”, ovvero non si potrà catturare più di un certo numero di esemplari di una certa specie di quanti se ne possano riprodurre in un anno.

“Ripresa degli stock ittici e dei posti di lavoro”. Secondo la relazione di Ulrike Rodust, con la strada indicata dal Parlamento “gli stock ittici dovrebbero riprendersi entro il 2020, permettendoci di avere a disposizione 15 milioni di tonnellate di pesce in più e creare 37 mila nuovi posti di lavoro”.

Prossimi passi. Il Parlamento inizierà ora la negoziazione con il Consiglio e la Commissione sui piani della riforma prima della seconda lettura. La presidenza irlandese del Consiglio ha più volte ripetuto che spera di raggiungere un accordo entro la fine di giugno.

@AlessioPisano

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