Grecia assente a Bruxelles

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L’Indro.it
Ad essere maliziosi si potrebbe pensare che i greci hanno paura. Le repentine dimissioni del neo nominato Ministro alle finanze Vassilis Rapanos (già presidente della Banca centrale greca) in un momento a dir poco topico per il Paese fanno sorgere il dubbio che la poltrona sia diventata davvero troppo calda. Se a questo aggiungiamo un forfait dell’altrettanto neo Primo Ministro Antonis Samaras che non sarà presente al Consiglio europeo del 28-29 giugno per un’intervento agli occhi, il dubbio rischia seriamente di diventare certezza. Sta di fatto che la Grecia non sarà rappresentata dalle sue massime cariche al summit europeo in teoria più importante dell’anno. Meno male che la Merkel ha già detto che “non saranno prese decisioni”, altrimenti chissà cosa sarebbe successo.
Ufficialmente Vassilis Rapanos si è dimesso (dopo appena una settimana) per motivi di salute. Ma le indiscrezioni circa le divergenze politiche serpeggianti nella grande coalizione di governo fanno pensare ben altro. Secondo la stampa ellenica, Rapanos sarebbe “seriamente preoccupato” dalle scelte fatte da Samaras nella formazione del gabinetto di governo. Inoltre sarebbe “allarmato” dal programma di governo appena pubblicato e che mira a soddisfare le richieste della Troika (Ue-Bce-Fmi) ma in modo sostenibile per la popolazione greca. Sta di fatto che non ha nemmeno fatto in tempo a mettere il nome sulla porta, che l’ufficio di Ministro delle Finanze è ancora vuoto. Ad assumersi temporaneamente il fardello Giorgos Zannias, almeno fino a nuovo ordine.
Ma a far quasi più rumore è il forfait del neo premier greco Antonis Samaras, operato a un occhio nei giorni scorsi, che non parteciperà al vertice Ue di Bruxelles in calendario il 28 e 29 giugno. Lo ha ufficializzato un portavoce governativo oggi ad Atene. Insomma nella riunione in cui Atene sperava di ottenere un ammorbidimento delle regole di austerità decise in cambio di una serie di prestiti, andranno il Ministro degli esteri Dimitris Avramopoulos e il Ministro uscente dell’economia e delle finanze George Zanias. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma non poteva operarsi un altro giorno Samaras?
I maliziosi parlano di paura e vergogna. Paura per lo scontato “No” alle richieste di allungamento dei termini per soddisfare le richieste di Bruxelles palesato sia dall’Ue che dalla Germania. Vergogna per l’ultimo scandalo fresco fresco dei 70 mila funzionari pubblici assunti nel 2010-2011 contro le regole stabilite dall’accordo internazionale. “Mentre il Governo varava la legge per ridurre il numero dei funzionari, li faceva rientrare dalla finestra”, ha detto un membro anonimo della Troika alla stampa greca, secondo il quale ci sarebbero altre 12 mila persone che sono state assunte dagli enti locali proprio mentre era in corso la fusione di alcune municipalità. Il rapporto del Ministro delle finanze ad interim, che sarebbe dovuto essere trasmesso al successore designato Vassilis Rapanos e che adesso finirà chissà a chi, svela che ci sono attualmente 692 mila funzionari pubblici e che nonostante nel 2010 siano andati in pensione in 53 mila e nel 2011 in 40 mila la riduzione netta è stata di appena 24 mila. Insomma, quanto basta per stare con gli occhi bassi per tutto il tempo della riunione di Bruxelles.
Effetto immediato è stato il rimandare di una visita ufficiale della Troika nel Paese per tastare il polso della situazione. “La missione comincerà il più presto possibile la settimana prossima. Non posso dare la data precisa, ma la settimana prossima”, ha detto Amadeu Altafaj Tardio, il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn. Il che, in aggiunta alle parole di un portavoce di Angela Merkel (“Nessuna decisione verrà presa al vertice sulla Grecia”) fanno pensare a un totale nulla di fatto. Insomma, per questa volta i greci l’hanno scampata.

 

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