Generazione #Erasmus, scommessa vincente

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Pubblicato su L’Arena di Verona
erasmusQualcuno la chiama “generazione Erasmus”, ma ormai è diventata qualcosa di più. Si tratta del programma Ue di più grande successo che offre a milioni di giovani studenti di passare un periodo di studio in un’università di un altro Paese Ue. A detta di molti a Bruxelles, è il fondo europeo più efficace per costruire l’Europa del futuro.

LA STORIA – Creato nel 1987, quando l’Europa era solo una comunità, il progetto Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, è arrivato a portare nell’anno accademico 2011-2012 circa 3 milioni di giovani a studiare in un altro Paese tanto che da quest’anno, 2014, l’intero progetto è stato addirittura potenziato diventando “Erasmus +”.

ITALIA, TERRA DI ERASMUS – Tra i paesi partecipanti all’Erasmus, le tre destinazioni più popolari scelte dagli studenti nel 2011-2012 sono state Spagna, Francia e Germania. La Spagna ha inviato anche il più gran numero di studenti all’estero. L’Italia arriva quarta con 22.031 studenti partiti e 19.172 studenti che hanno scelto le nostre università, in cima alle quali troviamo l’Università di Bologna (1.693 studenti), l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (1.107) e l’Università degli Studi di Firenze (1004). Si tratta di cifre ancora marginali rispetto al totale di studenti universitari italiani ma in costante crescita anno dopo anno.

NON SOLO STUDENTI – In realtà l’Erasmus è il progetto di scambio più conosciuto ma non è il solo. Ci sono anche i programmi Leonardo da Vinci, Comenius e Grundtvig che si rivolgono non solo a studenti ma anche a giovani laureati, ricercatori e insegnanti universitari. Il principio tuttavia è sempre lo stesso: lo scambio e l’esperienza internazionale come fonte di arricchimento professionale e personale.

ERASMUS +”, LA NUOVA FRONTIERA – Il nuovo progetto si chiama appunto Erasmus + e raggruppa i precedenti progetti più cinque nuovi programmi di cooperazione internazionale (Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione con i paesi industrializzati). Esso comprende inoltre per la prima volta un sostegno allo sport. Ingente il bilancio: 1 miliardo e 800 milioni di euro sempre destinati a studenti, tirocinanti, insegnanti e altro personale docente.

UNA RISPOSTA ALLA DISOCCUPAZIONE – Il nuovo Erasmus+ prende vita in un momento in cui nell’UE quasi 6 milioni di giovani sono disoccupati, con livelli che in certi paesi superano il 50 per cento, come in Spagna e in Grecia, oppure oltre il 40 per cento come in Italia. Il paradosso è che, secondo la Commissione europea nei 28 Paesi Ue ci sono oltre 2 milioni di posti di lavoro vacanti e un terzo dei datori di lavoro segnala difficoltà ad assumere personale con le qualifiche richieste. Com’è possibile? Secondo Bruxelles il problema è nel funzionamento degli uffici di collocamento nazionali e nella scarsa mobilità europea dei giovani. Ecco che, nelle intenzioni dell’Esecutivo comunitario, il programma Erasmus + potrebbe contribuire a rafforzare il collante tra mondo della formazione e del lavoro.

ERASMUS SOTTO ATTACCO – Nel dicembre 2012 l’intero programma ha rischiato di naufragare a causa della minaccia di non allocare le risorse mancanti per l’anno 2012 (9 miliardi di rettifica per il periodo 2007-2013). L’accordo è stato trovato in extremis dopo che si era sollevato un vero e proprio polverone politico e mediatico a testimonianza di come l’Erasmus sia entrato a far parte della comune vita europea e di come la generazione Erasmus abbia ormai contagiato tutti i Paesi Ue.

ADDATEMENTI CINEMATOGRAFICI E SEGUITI – A testimonianza del fatto che l’Erasmus è diventato ormai patrimonio culturale comune, nel 2002 è stato realizzato un film commedia di discreto successo tra i giovani, “L’appartamento spagnolo” e nel 2005 il suo sequel “Bambole russe”. Recentemente un’associazione internazionale ma ideata da un gruppo di ragazzi italiani, Garage Erasmus, si propone di spostare sul piano imprenditoriale le esperienze professionali di ex studenti Erasmus, ad oggi con grande successo. @AlessioPisano

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