Europeismo o euroscetticismo? Questo è il problema…

0

Post (commento al post “Un vertice a Roma contro la crisi dell’europeismo” di Giampiero Gramaglia pubblicato su Ilfattoquotidiano.it)
Ho letto con interesse il post di Giampiero Gramaglia e appreso con ancora più interesse dell’iniziativa del Premier Monti di indire un vertice per parlare della crisi dell’europeismo. Partendo dal presupposto che ogni vertice o incontro dove si parli in modo democratico di un argomento è da accogliere con favore, l’incontro promosso da Monti mi sembra un’ottima occasione per parlare della più grande sfida che l’Europa unita dovrà affrontare nei mesi e anni a venire: una chiara e solida legittimazione democratica delle sue istituzioni e del suo funzionamento.
Le ultime mosse dell’Ue e in primis della Bce mirate ad un’unione monetaria più forte, hanno allargato la forbice del reale controllo popolare su decisioni che influenzeranno sempre di più la vita di tutti gli europei, euroscettici o meno. Questo non vuol dire che le mosse dell’Ue siano sbagliate a priori (anche perché paradossalmente la crisi ha permesso all’Ue di accelerare sul piano dell’integrazione) ma solo che vanno accompagnate da radicali riforme strutturali dell’Unione stessa, tanto per fare un esempio un maggior potere del Parlamento europeo, l’elezione diretta del presidente della Commissione europea, l’abolizione del semestre di turno di presidenza dell’Ue e così via.

Veniamo all’euroscetticismo oggetto dell’incontro promosso da Monti. Il rifiuto dell’Europa basato su quello di cui il cittadino medio viene informato è legittimo. Il problema infatti è proprio questo: il cittadino medio delle reali dinamiche europee, delle misure prese da Bruxelles, della crisi del debito e delle sue reali cause sa troppo poco, un po’ per pigrizia ma soprattutto per un’informazione di settore molto scadente. La carenza informativa, a sua volta, è dovuta a giornalisti spesso impreparati e a una classe politica nazionale sia impreparata che opportunista. Ecco allora che gli slogan orecchiabili tipo “tutto colpa dell’euro”, “euroburocrati” ed “europa di banche e banchieri” diventano all’improvviso appetibili anche perché di facile comprensione. E in tempo di crisi, c’è bisogno di colpevoli e capri espiatori. L’Unione europea, c’è da dirlo, sta facendo troppo poco per superare questi pregiudizi.

Elencare qui i vantaggi di far parte dell’Unione europea richiederebbe troppo tempo. Idem per gli svantaggi. Ecco che un vertice sulla crisi dell’europeismo diventa quindi un’ottima occasione per fare il punto della situazione e chiarirci un po’ le idee.

Infine due consigli (concedetemelo): per gli euroscettici, non bevetevi tutte le facili soluzioni promesse dai “grilli parlanti” di turno, ma cercate di ragionare con la vostra testa, ad esempio confrontando l’Europa che è uscita dalle due guerre mondiali e quella, sia pur imperfetta, di oggi; per gli europeisti, uscite dalla vostra bolla e parlate con la gente, il popolo non è stupido e ingenuo come qualcuno di voi a volte crede.

Buona fortuna

Alessio Pisanò

Leave A Reply