Europa nucleare, ecco i risultati degli stress test

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La Commissione europea ha pubblicato i risultati dei test di sicurezza (“stress test”) condotti su tutte le 145 centrali nucleari dei 15 Paesi Ue che ricavano energia dalla fusione dell’atomo. Secondo gli esperti della Commissione gli standard di sicurezza sono “generalmente elevati” ma “si raccomandano ulteriori miglioramenti in quasi tutti gli impianti”. Preoccupata Greenpeace International, che sottolinea come, sia pur condotti in modo parziale, i test hanno evidenziato carenze nella sicurezza di tutte le centrali. Ne parleranno i capi di Stato e di Governo al Consiglio europeo del 18-19 ottobre.
Le norme di sicurezza degli impianti nucleari in Europa sono generalmente di alto livello ma si raccomandano ulteriori miglioramenti. Così inizia la comunicazione ufficiale della Commissione europea sugli stress test lanciati all’indomani del disastro di Fukushima in Giappone. I test, condotti in tutte le 145 centrali d’Europa, hanno evidenziato come “non tutte le norme promosse dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica AIEA e non tutte le migliori pratiche internazionali vengono applicate negli Stati membri”.

Ecco le raccomandazioni della Commissione europea. Terremoto e rischio di inondazioni. Le norme attuali sul calcolo dei rischi non vengono applicate in rispettivamente 54 reattori (terremoti) e 62 reattori (inondazioni). Il calcolo del rischio dovrebbe basarsi su un arco temporale di 10.000 anni anziché sui periodi di tempo molto più brevi che vengono talvolta utilizzati. Migliori tecnologie. In 121 reattori ci vogliono strumenti sismici più efficienti, per misurare e dare l’allarme in caso di terremoto. Sistemi di ventilazione. Ben 32 reattori non presentano questi sistemi indispensabili per permettere la depressurizzazione sicura del contenitore del reattore in caso di incidente. Attrezzature protette. 81 reattori non presentano attrezzature d’emergenza conservate in luoghi protetti e facilmente reperibili. Un secondo locale di controllo di emergenza. Assente in 24 reattori.

Test condotti in tre fasi. Adesso tocca alle autorità di controllo nazionali. Nella prima fase i gestori delle centrali nucleari hanno effettuato un’autovalutazione, nella seconda fase queste sono state esaminate dalle autorità di regolamentazione, nella terza queste relazioni sono state analizzate da équipe multinazionali nel quadro di una procedura di “peer review”, organizzata dall’European Nuclear Safety Regulators Group ENSREG che hanno anche visitato i siti nucleari. Adesso le autorità di regolamentazione nazionali dovranno predisporre piani di azione nazionali e relativi calendari di attuazione entro la fine del 2012, piani che saranno esaminati a inizio 2013 e sui quali la Commissione riferirà nel giugno del 2014. nell’immediato, i risultati dei test saranno discussi dai capi di Stato e di Governo al Consiglio europeo del 18-19 ottobre.

Greenpeace: “Test parziali e comunque dai risultati preoccupanti”. È il giudizio di Greenpeace International che parla di test “condotti solo in superficie” e che hanno ad ogni modo rilevato una “situazione di alta pericolosità”. Tant’è, prosegue l’associazione, che anche se non è stata chiesta la chiusura di nessuna centrale, si stima saranno necessari fra i 10 e i 25 miliardi di euro di investimenti per renderle tutte più sicure. Molti i problemi denunciati da Greenpeace, come la non presa in considerazione dei casi di attacco terroristico, incidente aereo e un insieme di fattori simultanei come successo a Fukushima.

Sottovalutato l’invecchiamento dei reattori. Sempre secondo Greenpeace, gli stress test non avrebbero preso sufficientemente in considerazione i rischi correlati all’invecchiamento dei reattori, come successo recentemente in Belgio, dove due centrali sono state chiuse negli ultimi mesi (Tihange 2 e Doel 3). Lo scorso giugno, il reattore Doel 3, vicino ad Anversa, è stato chiuso per il ritrovamento di “migliaia di potenziali rotture”.

La condanna del portavoce di Greenpeace Mark Breddy. “Non è una sorpresa che questi test, anche se incompleti, abbiano portato alla scoperta di così tanti fattori di rischio. I governi nazionali devono intervenire prontamente chiudendo le centrali più vecchie e predisponendo al più presto controlli più rigorosi sulle altre”.

La risposta ottimista del Commissario Ue all’Energia Günther Oettinger. “I test hanno rivelato quali sono gli aspetti positivi e dove è necessario introdurre miglioramenti. Sono stati effettuati con rigore e sono stati un successo. Nel complesso la situazione è soddisfacente ma non vi è spazio per l’autocompiacimento. Tutte le autorità coinvolte devono collaborare per assicurare che le più elevate norme di sicurezza vengano applicate in ogni centrale nucleare europea. Questo per la sicurezza dei nostri cittadini”.

Discussion2 Comments

  1. “….81 reattori non presentano attrezzature d’emergenza conservate in luoghi protetti e facilmente reperibili….”.

    Questa è piuttosto grossa. A noialtri rompono le scatole perché nei laboratori manca un estintore su uno dei sostegni, e questi signori come si comportano….

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