Etichetta a semaforo, l’Europarlamento ha votato. Ma cosa significa?

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Il recente risoluzione, che non è vincolante, non è una bocciatura, ma un’indiretta messa in discussione del sistema di informazioni nutrizionali.

Dopo il voto di aprile del Parlamento europeo sulle etichette alimentari a semaforo inglesi rimangono sotto accusa i “profili nutrizionali”, non direttamente il sistema britannico.

Cosa ha chiesto il Parlamento europeo
Il Parlamento europeo lo scorso 12 aprile a Strasburgo ha chiesto alla Commissione europea di “riesaminare la base scientifica, l’utilità e la fattibilità” del regolamento n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari nonché “eventualmente eliminare il concetto di profili nutrizionali”. Non si tratta di una bocciatura diretta ed esplicita delle etichette a semaforo in vigore nel Regno Unito, ma una indiretta loro messa in discussione.

Cosa sono i profili nutrizionali
Sono stati definiti dalla Commissione europea per impedire l’abbinamento di slogan salutistici a prodotti squilibrati dal punto di vista nutrizionale (articolo 4 del  regolamento n. 1924/2006). Il problema è che la Commissione europea, a dieci anni di distanza, non ha ancora stabilito regole comuni per questi profili. Il risultato è una generale confusione con etichette di centinaia di prodotti e caratteristiche nutrizionali squilibrate.

Cosa sono le etichette a semaforo inglesi
Queste indicazioni alimentari prevedono un bollino di colore rosso, giallo o verde (da qui l’appellativo di semaforo) da apporre nelle etichette degli alimenti a seconda del contenuto di grassi, grassi saturi, sale o zuccheri presenti in 100 grammi di prodotto: se in un determinato alimento uno di questi componenti supera un certo livello di concentrazione ritenuto oltre la soglia di tollerabilità, ecco che scatta il semaforo rosso, oppure il giallo se il limite è vicino mentre il verde significa un via libera alla consumazione. Tali etichette sono state introdotte nel Regno Unito nel giugno 2013 e costituiscono uno strumento volontario ma raccomandato dal ministero della Salute britannico e quindi ampiamente adottato da molti supermercati: si stima circa il 98 per cento di adesione.

Cosa dice il Regolamento Ue sulle etichette alimentari
Le etichette a semaforo inglesi sono state introdotto dopo l’approvazione del regolamento Ue 1169/2011 sull’Informazione alimentare ai consumatori. L’articolo 35 del regolamento recita che “per facilitare la comparabilità tra i prodotti contenuti in imballaggi di dimensioni diverse è opportuno continuare a imporre che le indicazioni nutrizionali obbligatorie si riferiscano a quantità di 100 g o 100 ml e, se necessario, ammettere indicazioni supplementari relative alle porzioni”. Tuttavia il regolamento prevede anche che “se l’alimento è preimballato e sono precisate porzioni o unità di consumo, dovrebbe essere consentita una dichiarazione nutrizionale per porzione o per unità di consumo, come integrazione all’espressione per 100 g o per 100 ml”.
Inoltre “per fornire informazioni comparabili relative alle porzioni o alle unità di consumo, la Commissione europea dovrebbe avere il potere di adottare regole sull’espressione delle dichiarazioni nutrizionali per porzione o per unità di consumo per categorie specifiche di alimenti”.

L’infrazione europea contro il semaforo inglese
Nell’ottobre 2014 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del Regno Unito per presunta violazione del principio di libera circolazione delle merci, non mettendo in causa l’obiettivo perseguito dal Regno Unito di informare i consumatori e di proteggere la loro salute ma contestando il modo in cui viene fatto attraverso le etichette a semaforo.

Cosa succede adesso
La risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 12 aprile non è vincolante. La Commissione europea ha già avviato una procedura di ripensamento della norma che regolamenta l’informazione al consumatore sulle etichette alimentari. Il voto del Parlamento europeo rappresenta, come ha commentato Paolo De Castro eurodeputato Pd e membro della Comagri, “un segnale forte alla Commissione per quanto riguarda qualsiasi forma di sistema di etichettatura sul genere del semaforo inglese”.

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