Erasmus, niente fondi per il 2012. “Cinque Paesi non vogliono pagare”

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Ilfattoquotidiano.it
Ecofin, niente accordo sui fondi destinati a salvare l’Erasmus per il 2012. All’Ue mancano 9 miliardi per far quadrare il bilancio di quest’anno (90 milioni per l’Erasmus). Accordo “morale” in extremis sugli aiuti per il terremoto dell’Emilia-Romagna. Sul resto pesa in niet di Gran Bretagna, Germania, Svezia, Olanda e Finlandia. Guerra anche per il bilancio Ue 2013. I ragazzi che dovevano partire da qui alla fine dell’anno rischiano di restare a casa.
A Bruxelles naufraga l’accordo per salvare le borse di studio Erasmus 20012 mentre si mette una pezza in extremis agli aiuti europei per il terremoto dell’Emilia-Romagna che sono rimasti in bilico fino alla fine. Alla riunione dell’Ecofin (ministri delle finanze dei 27 Paesi Ue) di oggi alcuni Paesi, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Olanda e Finlandia, hanno fatto saltare per un discorso di veti incrociati l’accordo sugli aumenti chiesti da Bruxelles per onorare i pagamenti del 2012, comprese appunto le borse di studio già assegnate ai ragazzi di tutta Europa per studiare all’estero. Solo all’ultimo minuti è stato scongiurato l’incidente diplomatico che avrebbe comportato il rifiuto di elargire i 670 milioni destinati all’Emilia-Romagna, aiuti che saranno in ogni caso compresi nell’accordo finale sul bilancio. Su tutto il resto invece sarà battaglia martedì prossimo tra i 27 ministri delle finanze europei.

Doveva essere una riunione tranquilla, invece è guerra aperta. Cinque Paesi Ue hanno bloccato i 9 miliardi di euro di ratifica per il bilancio 2012 chiesti, e dati per scontati il 23 ottobre, dal Commissario Ue al Bilancio Janusz Lewandowski. (VIDEO) 90 milioni dovevano servire a pagare le fatture già emesse per il programma Erasmus di quest’anno. Il risultato è che i ragazzi che contavano di partire da qui alla fine dell’anno rischiano di dover disfare la valigia, visto che senza questi soldi Bruxelles non può finanziare proprio niente.

Succede che l’Ue ha esaurito i soldi prima della fine dell’anno, una cosa tutto sommato normale visto che ci troviamo nell’ultimo dei sette anni di programmazione ciclica comunitaria (2007-2013). Il Commissario Lewandowski, a fine ottobre, aveva quindi annunciato una rettifica di bilancio che avrebbe permesso a Bruxelles di pagare le fatture già ricevute, ma come scrive oggi lui stesso su Twitter, “cinque Paesi non vogliono pagare”. Senza questi 90 miliardi di euro non naufraga solo l’Erasmus (per il 2012) ma anche altri programmi di studio e ricerca come il Lifelong Learning Programme (180 milioni) e il Galileo (4,8 milioni) oltre che altri programmi legati ai fondi di coesione e di sviluppo sociale.

Una situazione tanto tesa che all’Ecofin di oggi (condotto dagli ambasciatori a livello tecnico) già a metà pomeriggio c’è voluto bisogno di una pausa, anche perché il prossimo argomento da affrontare era il bilancio Ue dell’anno prossimo. La Commissione europea sta cercando di preparare una proposta di compromesso visto che buona parte dei governi nazionali non vogliono sentire ragioni: il bilancio Ue 2013 va ridotto. In primis la Gran Bretagna, che se potesse a Bruxelles taglierebbe anche l’acqua calda. Non è un caso che Angela Merkel sia volata a Londra l’altra sera per cercare di convincere David Cameron a dissotterrare l’ascia di guerra sul bilancio comunitario. Ma gli Stati membri non intendono però andare oltre un aumento del 2,79 per cento rispetto al 2012 (inflazione compresa) mentre la proposta della Commissione era del 6,85 per cento. Il Parlamento europeo aveva abbassato l’asticella di un misero 0,02 per cento, scatenando l’ilarità dei governi nazionali, che a giudicare dal blocco di oggi sul bilancio 2012, non devono averla presa bene.

Si perché il bilancio comunitario va guardato in modo complessivo, dal 2012 al 2013 per poi passare all’intero prossimo periodo di programmazione 2014-2020, sul quale, neanche a dirlo, il disaccordo è totale. Sta di fatto che questa sera i margini di manovra erano limitati, perché solo un  miliardo dei 9 chiesti per il 2012 può essere posticipato all’anno prossimo. Fonti interne al Consiglio, inoltre, spiegano che se gli Stati membri non onorano i pagamenti di quest’anno, rischiano multe e interessi che farebbero ancora aumentare il conto finale. Inutile dire che in questa eventualità la valigia dei ragazzi che dovrebbero partire per l’Erasmus quest’anno andrebbe riposta definitivamente sull’armadio. Ma per stasera è tutto, adesso se ne riparlerà martedì prossimo 13 novembre con i 27 Ministri delle finanze. Se non si troverà un accordo sul bilancio 2012 (e 2013), il programma Erasmus dovrà essere seriamente ridimensionato.

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