Elezioni europee, Beppe Grillo pensa a Nigel Farage?

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Pubblicato su Lettera43.it
672x449xl43-grillo-farage-130814195635_big.jpg.pagespeed.ic.FbGnyLaNNLSe sulle elezioni anticipate in Italia non v’è certezza, sono invece fissate da tempo quelle europee: a maggio 2014 si vota.
I principali partiti italiani, Pd e Pdl (in procinto di tornare Forza Italia), già fanno parte delle grandi famiglie politiche europee: per il Movimento 5 stelle, invece, si tratta di un debutto assoluto. E sul destino dei pentastellati in Europa si consuma da tempo un dibattito interno e in Rete.
IL DUETTO CON FARAGE. Di recente, qualche indizio è arrivato da un’intervista a Nigel Farage, leader del partito britannico nazionalista Uk independence party, pubblicata sul blog di Beppe Grillo.
Farage (guarda la videointervista) è noto per le sue posizioni contro l’Unione: segno, forse, di una nascitura alleanza a Bruxelles all’insegna dell’euroscetticismo.
Il caso è destinato a porsi se il movimento di Grillo dovesse superare la soglia di sbarramento, che per l’Italia è fissata al 4%. Non si tratta, però, di una scelta obbligatoria: ogni schieramento può anche far parte dei ‘non iscritti’.

SOLO QUATTRO GRUPPI CONTANO. Ma ad avere davvero peso politico ora sono quattro gruppi: i popolari (di cui fanno parte il Pdl e l’Udc), i socialisti e democratici (cui appartiene il Pd), i liberali (dove siedono gli eletti dell’Italia dei valori) e i Verdi. Poi ci sono i gruppi più piccoli. Conservatori e riformisti europei, Sinistra unitaria europea, Sinistra verde nordica ed Europa della libertà e della democrazia (di cui fa parte la Lega Nord).
A quale assomigliano di più i grillini?

M5S NON ISCRITTO? Coerentemente con la propria filosofia di non adesione ad alcun partito politico, il M5S dovrebbe in teoria entrare tra i ‘non iscritti’.
Una scelta forse logica sulla carta ma bizzarra nella pratica, visto che si tratta di una formazione variegata composta soprattutto da esponenti di formazioni dell’estrema destra europea, come il francese Front national di Jean-Marie Le Pen (eurodeputato insieme con la figlia Marine) e l’ungherese Jobbik (di chiara ispirazione fascista), ed eurodeputati fuoriusciti o espulsi dai propri gruppi per le più disparate ragioni (come il leghista Mario Borghezio).

UN GRUPPO PROPRIO. In alternativa, il M5S potrebbe formare un gruppo ex novo: la condizione per crearne uno è avere almeno 25 deputati e rappresentare un quarto degli Stati membri (un deputato non può aderire a più gruppi politici). Si tratta di un’eventualità da concretizzare con i risultati delle elezioni alla mano, ma per la quale sono indispensabili fitti negoziati pre-elettorali con gli eventuali futuri vicini di banco al Parlamento europeo.

LA COLLOCAZIONE EUROSCETTICA. L’intervista fiume a Farage, senza domande particolarmente scomode, sembrerebbe però dire che Grillo non è intenzionato a nessuna delle precedenti. Per imboccare, invece, la strada dell’euroscetticismo. E sul web, habitat naturale dei grillini, gli interventi accusatori e demagogici di Farage nei confronti dei principali rappresentanti europei impazzano e accumulano consensi e commenti compiaciuti.

POCO IN COMUNE. Tuttavia, a ben guardare, al di là di un euroscetticismo piuttosto spicciolo, il partito britannico presenta caratteristiche apparentemente inconciliabili con quelle del M5s: dal liberismo spinto all’opposizione all’immigrazione, per non menzionare posizioni ambientaliste tutto tranne che sostenibili, come il sostegno al nucleare.

La cosa più bizzarra di un’eventuale alleanza tra Grillo e Farage a Bruxelles è che gli eurodeputati dell’Ukip lavorano insieme con quelli della Lega Nord, partito ripetutamente attaccato e criticato dal M5s in madrepatria.

LA LEGA FORSE FUORI DA BRUXELLES. Ma il declino di consensi del Carroccio rende verosimile l’ipotesi che alle europee non superi lo sbarramento del 4%. O che elegga pochissime persone. Ragione per cui Farage avrebbe bisogno di altre alleanze italiche.
L’idea di un sodalizio con il popolo dell’ex comico desta preoccupazioni. Il gruppo italiano dei federalisti europei, l’associazione di deputati che si batte per la realizzazione di un’Europa federale, ha invitato Grillo a non cadere nei tranelli retorici di Farage.

I TIMORI CONFUSI SULLA UE. «Il Movimento 5 stelle deve stare attento a come si muove in Europa, perché una presa di posizione sbagliata potrebbe costituire un autentico suicidio», ha spiegato l’eurodeputato Michele Ballerin a Lettera43.it. «Non credo che la maggioranza dei 5 stelle sia davvero contraria al progetto europeo. Credo che lo conosca poco e che nutra diffidenza nei confronti dell’euro, soprattutto a causa di una certa pubblicistica di secondo o terz’ordine che impazza sul web. Dobbiamo augurarci che faccia la scelta giusta».

@AlessioPisano

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