Efsa, più trasparenza nel lavoro e più controllo nella scelta degli esperti

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Helpconsumatori.it
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha presentato le nuove linee guida che dovrebbero migliorare la trasparenza dell’agenzia nell’elaborazione dei suoi pareri scientifici. La nuova strategia Efsa vuole essere una risposta alle critiche ricevute in passato, e anche in tempi recenti, da parte di alcune Ong internazionali circa i conflitti d’interessi degli esperti che compongono i gruppi di lavoro e i pannelli Efsa.
Maggiore scrematura degli esperti e più garanzie. Le nuove “Implementing Rules” dell’agenzia prevedono misure più stringenti per tutti coloro che sono implicati nel lavoro dell’agenzia (personale, esperti, membri del consiglio di amministrazione o di organizzazioni terze, contrattisti esterni compresi). Questo si riflette sia negli interessi connessi con il mondo dell’industria (gli esperti che abbiano lavorato in passato per l’industria devono attendere 2 anni prima di poter essere ammessi a divenire membri di uno dei gruppi scientifici Efsa), sia nei i finanziamenti (gli esperti che hanno gestito fondi per la ricerca nell’anno precedente la presentazione della loro dichiarazione di interessi, il 25% o più dei quali proviene dal settore privato, sono sottoposti a restrizioni sulla loro capacità di partecipare ai gruppi scientifici).

Introdotti controlli a campione  delle dichiarazioni di interesse (DoIs). Si tratta di uno dei capisaldi della sua politica sull’indipendenza e i processi decisionali in ambito scientifico, e comprende dichiarazioni quali gli interessi finanziari, l’appartenenza a qualche consiglio direttivo o scientifico, e il finanziamento alla ricerca da privati. Si tratta di una dichiarazione a più livelli che prevede uno screening settoriale del profilo di un esperto che ha fatto domanda di essere ammesso a uno dei gruppi di lavoro dell’agenzia. Se un potenziale conflitto di interessi viene individuato, all’esperto è interdetta a partecipazione ai lavori scientifici dell’agenzia o all’assunzione di certi ruoli. A questo riguardo è stata creata un’apposita commissione sul conflitto di interessi, un organismo che passerà in rassegna le decisioni sugli interessi oggetto di eventuale reclamo o contestazione

Maggiore chiarezza e trasparenza nei termini. La definizione stessa di “conflitto di interesse” viene resa univoca con l’adozione delle linee guida dell’Ocse che ha approvato nel 2003 una raccomandazione sugli orientamenti per la gestione dei conflitti di interesse per i servizi pubblici. Più chiarezza anche per le organizzazioni abilitate a svolgere compiti nell’ambito di competenza dell’Efsa nonché il divieto per gli esperti di valutare, revisionare o stimare il proprio lavoro.

Più pubblico che privato. Le nuove norme sugli interessi connessi alla ricerca consentono all’Efsa di includere scienziati di punta impegnati nel programma Horizon 2020 della Commissione europea e di sostenerne gli obiettivi per stimolare la crescita e l’innovazione. Gli scienziati attualmente impiegati dall’industria (comprese le consulenze a tempo pieno) in settori pertinenti al lavoro dell’agenzia (come l’industria alimentare e mangimistica) sono categoricamente esclusi dalla possibilità di diventare membro di qualsiasi gruppo di esperti scientifici, compreso il comitato scientifico, i suoi gruppi di esperti e i relativi gruppi di lavoro. La normativa tende a includere in maggior misura esperti aventi interessi in organizzazioni pubbliche con un mandato simile a quello dell’Efsa e agevola in particolare il coinvolgimento di scienziati provenienti da agenzie nazionali per la sicurezza alimentare.

Le nuove linee guida sono già in vigore. L’Efsa ha utilizzato le nuove regole in occasione della ricostituzione del suo comitato scientifico e di otto dei suoi gruppi di esperti scientifici, tuttora in corso. Per tutti gli altri, soggetti e processi interessati, le norme entreranno in vigore il 1° luglio 2012, con un periodo di transizione di 4 mesi

“Migliorare il livello di fiducia dell’opinione pubblica”. La direttrice esecutiva Efsa, Catherine Geslain-Lanéelle, ha detto: “L’EFSA comprende che, nonostante l’alto calibro del proprio lavoro scientifico, il valore della propria consulenza scientifica è collegato direttamente al livello di fiducia riposto in essa dal pubblico e cerca perciò di garantire l’indipendenza in tutti gli aspetti della propria attività decisionale e scientifica. Le nuove norme attuative forniscono indicazioni più chiare per gli esperti che presentano dichiarazioni di interessi all’Efsa e aumentano il livello di controllo e il numero di misure cautelative in atto per garantire l’indipendenza in tutte le nostre attività. Cosa importante, questi miglioramenti forniscono anche un ulteriore livello di protezione per i nostri esperti in riconoscimento del loro impegno a sostenere l’organizzazione nell’adempimento della sua missione di salute pubblica”.

“Prendiamo ogni critica sul serio”. Huber Deluyker, direttore dell’unità strategia scientifica e coordinazione Efsa, ha detto: “A volte a non apprezzare i nostri pareri scientifici sono le persone, a volte è l’industria, a volte entrambe, ed ecco che penso che stiamo lavorando bene. Ma siamo pronti ad affrontare ogni critica seriamente”.

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