Commissario Dalli, colpevole o innocente? Dimesso o licenziato?

0

Lettera43.it
Dopo le dimissioni del commissario Ue John Dalli, a Bruxelles volano gli stracci. Accusato di non aver denunciato un traffico di influenze tra un imprenditore maltese e una società di tabacco svedese, il maltese Dalli si è dimesso il 16 ottobre da commissario europeo responsabile per la Salute e la protezione dei consumatori.
LA DENUNCIA: DIMISSIONI FORZATE. Ma mercoledì 17 ottobre lo stesso Dalli, in una video intervista, ha ribattuto: «Sono stato costretto alle dimissioni dal presidente della Commissione europea Barroso».
Sempre a Bruxelles il direttore dell’Ufficio antifrode dell’Ue Olaf, l’italiano Giovanni Kessler, ha accusato in conferenza stampa: «Dalli non poteva non sapere che veniva usato il suo nome. Avrebbe dovuto denunciare subito l’accaduto».
Per tappare i buchi, le competenze di Dalli sono prese ad interim dall’attuale Commissario Ue per le Relazioni inter-istituzionali Maros Sefcovic.
Ma a Malta, mentre emergono i documenti compromettenti, già si pensa al suo successore. In pole position Tonio Borg e Michael Frendo, rispettivamente ministro degli Esteri e Presidente della Camera.
ATTENDERE LE ELEZIONI NAZIONALI. L’opposizione socialista chiede attraverso il parlamento europeo al premier Lawrence Gonzi di aspettare le imminenti elezioni nazionali.
«Ci sono indizi concreti e incontrovertibili che il commissario John Dalli sapeva che una persona vicina a lui chiedeva soldi a un’azienda svedese per usare la sua influenza sul commissario in merito alla legislazione sul tabacco allo studio della Commissione. Era consapevole e non ha fatto nulla per bloccare o evitare questo, né lo ha reso noto».
Lo ha detto Giovanni Kessler il 17 ottobre in conferenza stampa a Bruxelles. Kessler ha ribadito più volte che si sarebbe «indizi gravi, convergenti e inequivocabili».
«Ingente» la somma di denaro «chiesta dall’imprenditore maltese alla Swedish Match» per condizionarne l’operato in sede Ue. «Su questo vi è certezza assoluta». Secondo le indagini Olaf, gli incontri erano organizzati «dall’imprenditore maltese con il commissario e i lobbisti dell’azienda».
SPUNTA IL NOME DI ZAMMIT. Kessler non fa i nomi, ma a questo ci pensa la stampa maltese. Si tratta dell’imprenditore e vice sindaco di Sliema, Silvio Zammit, a quanto pare stretto conoscente di Dalli.
Secondo la denuncia fatta all’Olaf dalla Swedish Match, Zammit avrebbe chiesto ancora nel 2011 un’ingente somma di denaro per “arrangiare” un incontro informale tra i lobbisti dell’azienda e Dalli per parlare della legislazione sul tabacco allo studio della Commissione.
Secondo l’indagine Olaf, nessuna somma sarebbe stata versata anche se Dalli era a conoscenza dell’accaduto. Zammit si è prontamente dimesso dal suo incarico pubblico adducendo «ragioni personali».
Malta Today è entrata in possesso di una mail mandata provocatoriamente nel marzo 2012 dal Segretario generale della European Smokeless tobacco Council (Estoc) – della quale fa parte la Swedish Match – Inge Delfosse, a Zammit con la quel si chiedeva «il prezzo di un incontro informale con Dalli» per parlare appunto della Tobacco products directive.
La Estoc rappresenta i produttori di tabacco non per sigarette, come quello da masticare proibito in tutta Europa a eccezione che in Svezia.
LE ACCUSE RIVOLTE A BARROSO. La reazione di Dalli il giorno dopo le sue dimissioni è stata durissima. In un inedito video pubblicato da New Europe, Dalli si professa assolutamente innocente e accusa Barroso di averlo costretto alle dimissioni. Secondo Dalli, Barroso gli avrebbe intimato di dimettersi dopo avergli letto la lettera dell’Olaf rifiutando la sua richiesta di avere 24 ore di tempo per consultare avvocati e famiglia, e gli avrebbe dato solo 45 minuti per impacchettare le sue cose e uscire dalle Commissione europea.
«Non è stata seguita nessuna procedura. Non ho nemmeno letto il report che parla di me e che comunque parla solo di indizi in merito al fatto che io ero a conoscenza di tutto questo. Lo nego categoricamente», ha detto Dalli.
SI RESPIRA ARIA DI SUCCESSIONE. Intanto a Malta si parla già di successione. In piena campagna elettorale, il partito nazionalista di Dalli, guidato dall’attuale Premier Lawrence Gonzi, sta già pensando a chi mandare a Bruxelles a prendere il posto di Dalli e a salvare la reputazione del Paese. In pole position, anche se non ufficialmente, Tonio Borg, attuale ministro degli Esteri, e Michael Frendo, presidente della Camera, entrambi in quota Partit Nazzjonalista (Partito nazionalista) attualmente al governo. Ma il presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo, l’austriaco Hannes Swodoba, ha già chiesto a La Valleta di aspettare l’esito delle imminenti elezioni nazionali prima di nominare il successore di Dalli.

Leave A Reply