Clonazione animale, l’Ue verso il no

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Le commissioni Agricoltura e Ambiente hanno bocciato con un voto congiunto la clonazione di animali per la produzione alimentare, inclusi i loro discendenti e materiale da riproduzione all’interno dell’Unione europea. Pollice verso anche agli alimenti derivati come latte e carne. Niente import anche da Paesi terzi, che dovranno adeguarsi alle regole comunitarie.

Divieto per tutti gli animali
Gli eurodeputati hanno esteso il divieto di clonazione per tutti gli animali da allevamento invece che solo ai bovini, ovini, caprini ed equini cole proposto originariamente dalla Commissione europea.

Mortalità molto alta per gli animali clonati
Un rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) del 2008 evidenzia come gli animali nati da clonazione registrino un alto tasso di malattie e di morte prematura. Dal punto di vista degli allevamenti, questo si traduce in un meno 6-15 per cento di efficienza produttiva per i bovini e meno 6 per cento per i suini.

Efsa: nessun rischio accertato per la salute umana
Tuttavia, sempre secondo i quattro pareri dell’Efsa – 2008, 2009, 2010 e 2012 – che ha preso in considerazione i dati disponibili su bovini e suini, non c’è nessuna preoccupazione per eventuali effetti negativi sulla salute umana dovuto al consumo di carne e latte derivati da animali clonati.

Una legge uguale in tutti i Paesi Ue
All’inizio si doveva trattare di una direttiva – da recepire obbligatoriamente ma come ogni Paese membro ritiene opportuno – poi è diventato un regolamento – da applicare alla lettera in ogni Paese Ue.
“Abbiamo deciso che non avremo una direttiva ma un regolamento, così la legge sarà uguale in tutti i Paesi”, ha precisato l’eurodeputata Renate Sommer (tedesca, popolare), relatrice in commissione ambiente.

Giulia Moi (M5S): salute dei cittadini e benessere animale
“Due le nostre priorità: la tutela e la salute dei cittadini europei e dei consumatori, e quella non secondaria degli animali”, ha commentato l’eurodeputata M5S Giulia Moi, responsabile del dossier per la commissione agricoltura.
“Abbiamo voluto escludere la possibilità che la clonazione degli animali potesse diventare pratica diffusa all’interno dei confini europei. Siamo ben consapevoli infatti che in alcuni Paesi terzi con i quali l’Europa intrattiene relazioni commerciali, la clonazione e la commercializzazione dei prodotti da essa derivanti non è inusuale”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda gli effetti sulla salute umana, secondo la Moi “i dati disponibili sono labili dal punto di vista scientifico: loro suppongono che latte e carne derivati da animali clonati non siano dannosi, ma non hanno dati, a livello genetico ci sono ancora dei punti interrogativi”. Quindi “fino a quando non ci saranno prove certe scientifiche al 100% noi ci opporremo”, ha concluso.

Clonazione poco interessante per gli allevatori europei
Secondo la Copa-Cogeca, c’è poco interesse nella clonazione da parte degli allevatori europei per una serie di motivi: mancati progressi da una generazione all’altra, alti costi, poca efficienza, scarsissima accettazione dei prodotti ricavati da animali clonati sul mercato europeo.
Secondo la Copa-Cogeca bisogna tuttavia continuare sulla strada della ricerca per conoscere meglio i meccanismi per avere capi più fertili e sani, mantenere la concorrenzialità delle equipe scientifiche europee e per le discussioni internazionali. Secondo l’associazione, inoltre, servirebbe una base dati centrale a livello europeo anche perché la tracciabilità del bestiame è molto costosa e quella degli animali clonati richiederebbe una registrazione elettronica ancora più difficoltosa. Infine servirebbe una distinzione chiara tra cloni e progenie.

Prossimi passi
Dopo il voto congiunto delle commissioni Agri e Envi, adesso sarà l’intero Parlamento europeo a votare il prossimo settembre.

(Pubblicato su Agronotizie.it)

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