Bruxelles, obiettivo Eurobond

0

L’Indro.it
Prima di tutto facciamo un po’ di chiarezza sui termini: con Eurobond, o stability bond, si intendono delle obbligazioni comuni alla zona Euro, ovvero, in parole povere il debito greco diventa anche debito tedesco e viceversa. Gli obiettivi di queste obbligazioni sono la stabilizzazione del mercato del debito sovrano in Europa e la riduzione del costo del finanziamento agli Stati membri, in particolare a quelli che oggi sono più esposti alla bufera dei mercati (Grecia, Spagna, Portogallo).
Nella sua presentazione della ’ricetta magica’ lo scorso novembre, la Commissione europea ne individuava tre opzioni (completa, parziale congiunta e parziale separata), tre modelli dettagliati sui quali discutere per individuare la migliore soluzione per l’Europa. Peccato che il discorso non sia mai decollato, o meglio non sia mai stato nemmeno fatto, visto il ’niet’, anzi il ’nein’ della Germania. Si perché, per calcolo o pregiudizio, la Germania è da sempre assolutamente contraria al debito comune così come ad altre ’cosette’ quali il ruolo da prestatrice da ultima istanza della Bce (ovvero la possibilità che invece che prestare alle banche, possa prestare direttamente agli stati membri).

Impossibile far cambiare idea alla Cancelliera Angela Merkel, almeno finché l’unico interlocutore di peso in Europa (Monti era arrivato da troppo poco tempo) non ha mai osato contraddirla su niente, sperando, di trarne un vantaggio elettorale. Parliamo di Nicolas Sarkozy, l’altro polo dell’asse Merkozy che ha per mesi dettato la linea della gestione della crisi dell’Eurozona. Ma come detto, oggi le cose sono cambiate. Il neo eletto Presidente della Francia François Hollande lo aveva già detto in campagna elettorale: “Se eletto rivedrò il fiscal compact firmato a Bruxelles”. Inutile dire che nel trattato di bilancio gli Eurobond non sono nominati nemmeno di striscio, ed ecco allora dove cominciare per Parigi.

In un recente incontro, il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e il neo-Ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, hanno già cercato inutilmente un accordo. Niente da fare. “Berlino resta contraria ora come prima”, ha ribadito il portavoce del governo tedesco, dove anche i liberali – alleati politici della Merkel – continuano a dire no al progetto. Ma Hollande non sembra di certo intenzionato a mollare. La nuova amministrazione francese ha ribadito in giornata che gli Eurobond “sono una buona idea” ed è esattamente di questo che bisognerà convincere la Merkel domani.

Una battaglia non facile dal momento che la Germania non è da sola. L’Austria oggi ha stretto i ranghi a fianco dell’alleato tedesco. Inequivocabili le dichiarazioni del Ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter, che ha palesato la sua opposizione agli Eurobond: “Fino a quando la disciplina di bilancio dei membri dell’Eurozona non verrà completamente rispettata, fino a quando la stabilità non sarà realmente raggiunta, fino a quando non ci sarà una diretta influenza su come i Paesi gestiscono le misure di bilancio e quali adottano, non rinuncerò alla reputazione sul credito dell’Austria per questo”.

A questo punto, ma ormai non è una novità, un ruolo importante potrebbe giocarlo Mario Monti, capo di Stato apprezzato e stimato in Europa e pertanto portatore sano di ’voce in capitolo’. Ma come detto, non sarà facile. Il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha inviato una lettera ai colleghi in arrivo a Bruxelles invitandoli ad affrontare la discussione “senza tabù” ma con una “mentalità aperta”. Staremo a vedere quando aperta sarà la mentalità tedesca.

Leave A Reply