Bruxelles, a scuola di Islam

0

L’Indro
Bruxelles, secondo uno studio del Crisp, nelle scuole pubbliche primarie e secondarie aumentano gli studenti che scelgono l’ora di religione musulmana. Tra le cause troviamo la forte immigrazione, alta natalità della comunità araba e crisi crescente di fede tra i cattolici. Ma il cattolicesimo si accaparra la maggior parte dei fondi statali. La soluzione? Una proposta di legge vuole sostituire il corso di religione con lo studio delle religioni comparate.
A Bruxelles le famiglie scelgono sempre di più l’Islam per i propri figli. Secondo un recente studio del “Centre de recherche et d’information sociopolitique” Crisp (Centro di Ricerca ed informazione sociopolitica) nella Regione di Bruxelles-Capitale (fatta di 19 comuni) l’insegnamento della religione musulmana nelle scuole primarie e secondarie pubbliche è ormai superiore a quella cattolica (43 contro 23 per cento). Pesa la crisi di fede nella comunità cristiano cattolica, il suo preferire le scuole private, e il costante aumento della comunità di origine nordafricana a maggioranza di religione musulmana.

Una precisazione va fatta subito. Lo studio prende in considerazione le scuole pubbliche, ovvero gli istituti scolastici dove, in base all’articolo 24 della Costituzione belga, è possibile scegliere a quale corso di religione iscrivere il proprio figlio. Nelle scuole cosiddette “libre subventionné”, ovvero private ma finanziate anche con soldi pubblici, questa scelta non è permessa. Qui si studia la religione cattolica, punto e basta. Sta di fatto che nelle scuole pubbliche propriamente dette, il 43 per cento delle famiglie sceglie l’Islam contro il 23,3 per cento che preferisce il Cattolicesimo, quasi il doppio. Minoritarie, ma presenti, le altre confessioni: protestante (3,6%), ortodossa (1,9%) e israelita (0,2%). Rilevante, invece, la fetta di famiglie che preferisce per i propri figli uno studio di “morale laica” (28%), ovvero senza nessun sfondo religioso.

Cifre e proporzioni che bastano alle Cassandre xenofobe del Paese, e non solo visti i riflettori internazionali puntati su Bruxelles, per urlare al pericolo “islamizzazione dell’Europa”. È infatti indiscutibile il peso della forte immigrazione di origine nordafricana nella regione di Bruxelles, dove interi comuni sono a maggioranza (direttamente o di discendenza) extracomunitaria. Stime nazionali ufficiali (Statbel.be) dicono che su 1 milione e 90mila abitanti ben 327mila sono stranieri (cifra che include anche europei non belgi). Se a questo si aggiunge il tasso di natalità molto elevato della comunità araba, ecco che appare scontato l’aumento esponenziale delle ore di religione musulmana a scuola.

Ma questo non basta a spiegare una proporzione così schiacciante a favore dell’Islam. La dottoressa Caroline Sägesser, esperta di Cultes et laïcité ed autrice dello studio Crisp, spiega L’Indro che l’elevata differenza tra lo studio di religione mussulmana e cattolica nelle scuole pubbliche si spiega anche con la profonda crisi di fede della comunità cattolica, almeno nella regione di Bruxelles-Capitale, sempre più propensa ad abbracciare posizioni laiche. Diamo qualche cifra: nel 1977 il 14% dei bruxelloises andava a messa la domenica. Nel 2010 la percentuale è scesa al 3,4%. Peggio ancora per quanto riguarda i matrimoni, dove la percentuale è passata dal 47 al 7,2%.

Ciononostante a Bruxelles la religione resta un argomento molto delicato. Sarà per l’influenza delle cattolicissime Fiandre, dove domina la religione di Sacra Romana Chiesa, ma la comunità cattolica di Bruxelles proprio non ci sta a perdere terreno a vantaggio dell’Islam. Prima di tutto perché, come già detto, nelle scuole “ufficiali” (private) la religione cattolica non ha rivali. E poi anche per un altro piccolo dettaglio: al Cattolicesimo, comprese le lezioni nelle scuole, va ben l’85% dei 140 milioni di fondi pubblici destinati ai culti religiosi. Una bella cifra se consideriamo che alla religione musulmana va solo il 2,1%. Facile predire che con il tempo, visto l’aumento degli studenti musulmani, qualcuno potrebbe iniziare ad avanzare pretese.

Ecco che per mantenere il clima generale di integrazione, che tutto sommato c’è oggi a Bruxelles,  secondo Caroline Sägesser, la soluzione potrebbe essere l’attuazione della proposta ancora pendente fatta dal liberale Hervé Hasquin, ministro e presidente della Comunità francofona dal 1999 al 2004. “Si tratta di sostituire i corsi di religione nelle due ultime classi delle scuole secondarie con un corso di filosofia e di studio comparato tra le religioni affinché gli studenti non siano più separati tra loro a seconda della religione di appartenenza”. Una possibilità tuttavia, secondo la Sägesser, “non di facile attuazione visto che, per motivi diversi, sono contrari sia i vertici religiosi che gli stessi professori”. Molto presto un accordo potrebbe essere d’obbligo.

Leave A Reply