Boycott Euro 2012, tutti contro l’Ucraina

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L’Indro.it
 Chi pensa che il boicottaggio sia uno strumento solo ad appannaggio del movimento no global si sbaglia di grosso. Un’enorme mobilitazione di boicottaggio, infatti, è in essere a Bruxelles nei confronti di uno Stato intero. Parliamo dell’Ucraina, terra di confine tra Europa e Russia, anche se, almeno sulla cartina geografica, il continente è uno solo. Gli ultimi sviluppi della detenzione sempre contestata dall’Ue di Yulia Timoshenko, l’ex leader della rivoluzione arancione di Kiev per una storia di appalti di gas, ma in odore di arresto politico, hanno a dir poco reso i rapporti con Bruxelles a dir poco difficili, o meglio, “di ghiaccio”.
L’ultima in ordine cronologico ad usare “il ghiaccio” è stata l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, dopo l’incontro del 15 maggio a Bruxelles con il primo ministro ucraino, Mykola Azarov.
”Per ora – ha detto la Ashton – gli accordi di cooperazione e di libero scambio con Kiev rimangono in sospeso”. Stesso clima di tensione che si era respirato un paio di giorni prima nel corso del Consiglio Ue Affari esteri, dove i 27 ministri europei si erano detti unanimi nella denuncia delle condizioni “inaccettabili” di detenzione della leader dell’opposizione ucraina Yulia Timoshenko, ma divisi sull’opportunità di un boicottaggio politico degli Europei di calcio che si terranno a giugno fra Ucraina e Polonia.

Si perché alla vigilia di Euro 2012 è di questo che si parla: boicottare o meno la manifestazione sportiva più importante e appunto “europea” del continente. Dopo mesi di appelli e inviti a liberare l’ex premier recentemente finita anche in ospedale, i principali leader europei hanno annunciato che diserteranno le partite che si giocheranno in Ucraina. Così si sono pronucniati José Manuel Barroso, Herman Van Rompuy e l’insieme dei suoi commissari. Più cauti i ministri degli esteri europei, che hanno preferito non prendere un posizione definitiva. “L’Unione europea ha deciso di non preannunciare una volontà precisa sulla presenza o meno dei propri esponenti al campionato europeo di calcio” in Ucraina, ha detto ai giornalisti il Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi al termine del Consiglio Ue. “Vogliamo esercitare pressione per far capire a Kiev che i giorni che mancano sono giorni di scrutinio in corso sulla situazione dei diritti umani e in particolare sulle condizioni in cui è detenuta l’ex premier Yulia Timoschenko”. “Per una decisione definitiva si vedranno quali sviluppi riserverà la situazione in atto nel Paese”.

Eppure i primi a parlare di boicottare gli Europei di calcio 2012 (che si giocheranno in Ucraina e Polonia) non erano stati politici bensì animalisti. La comunità animalista internazionale, infatti, è sul piede di guerra con le autorità ucraine da mesi per la strage senza precedenti di cani randagi proprio nelle cinque città (tra cui Kiev) che ospiteranno le partite di Euro 2012. Un massacro raccapricciante che ha fatto il giro d’Europa con immagini e video di cani ammazzati a bastonate, a fucilate e avvelenati per la strada, e poi gettati in cassonetti o in vere e proprie fosse comuni. Andrea Cisternino, fotoreporter italiano e delegato Oipa a Kiev, racconta da mesi questa strage sanguinaria e gli sforzi dei tanti volontari che cercano quotidianamente e sul campo di arginare le uccisioni. Dopo una massiccia campagna internazionale delle associazioni animaliste nonché dell’interessamento di alcuni eurodeputati e di autorità nazionali (tra cui quelle italiane), le autorità locali e nazionali ucraine, in un primo momento tacciate di corresponsabilità di questi massacri, sembrano aver preso qualche provvedimento, anche se secondo i volontari tutto rimane sulla carta.

Insomma, a ben guardare, l’unico a sorridere di fronte a una simile situazione che vede l’Ucraina sempre più all’angolo dell’Europa, è il neo rieletto presidente russo Vladimir Putin, lesto ad aprire le braccia ad una Kiev respinta dall’ovest come anti democratica ed autoritaria. Bisogna infatti ricordare che il Cremlino non ha mai nascosto l’interesse di vedere l’Ucraina ponte naturale con l’Europa, all’interno del proprio cerchio d’influenza, non da ultimo per le forniture di gas. Ma bisognerà riparlarne a fine giugno, al calcio d’inizio di Euro 2012.

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