Bilancio Ue: Barroso a presidenza, trovare fondi

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(Pubblicato su Euractiv.it)
Unione europea ancora senza soldi. A rilanciare l’allarme è il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso che, prima di lasciare l’ufficio a Jean-Claude Juncker, chiede alla presidenza italiana di fare il possibile per reperire le risorse necessarie per pagare i debiti.

Pesano i tagli imposti dagli stati membri al bilancio 2014, da una parte, e la continua richiesta di risorse comunitarie, dall’altra. A farne le spese i capitoli Ue più delicati come il programma Erasmus + e il sostegno alle piccole e medie imprese. A fine ottobre si vota anche il bilancio 2015, per cui gli stati hanno imposti altri tagli. Se non si troverà la quadratura del cerchio, questa volta tutti i nodi del tira e molla tra stati ed Esecutivo Ue sul bilancio comunitario potrebbero venire al pettine.

Un buco di circa 24 miliardi di euro nel bilancio 2014

A tanto ammontano le fatture non pagate da Bruxelles, un buco che rischia di ritardare i rimborsi dei programmi già realizzati o di far restare a secco quelli in corso, come negli scorsi anni era successo all’Erasmus. Questo anche perché il bilancio Ue 2014 si è già dovuto far carico di 26 miliardi di arretrati accumulati negli anni precedenti, visto che nel 2013 era terminato il quadro di finanziamento pluriennale 2007-2013. Di questi, ben 24 miliardi facevano parte dei fondi di coesione, il cuore dei finanziamenti europei.

Bilancio 2015, i tagli fanno paura

Le prospettive per l’anno prossimo non fanno sorridere, visto che i paesi membri hanno chiesto tagli per 2,1 miliardi di euro per i pagamenti rispetto alla proposta della Commissione europea già di per sè al ribasso. A insistere per questi tagli sono i paesi Ue più forti e che beneficiano meno degli aiuti comunitari, come Gran Bretagna, Germania e paesi scandinavi, dall’altro lato dello spettro i paesi dell’Est, la Francia e in tempi di non presidenza l‘Italia. Questi tagli potrebbero comportare riduzioni sostanziali: di cui -10,7% per ricerca e innovazione, -10,9% per Horizon 2020, -10,5% per le infrastrutture e -20,9% per i progetti energetici per aiutare la ripresa. E non è finita qui. Nel 2015 arriveranno a Bruxelles tutta una serie di fatture per i programmi del ciclo 2007-2013 realizzati in giro per l’Europa, il che potrebbe far lievitare il bisogno di risorse fresche da parte della Commissione europea che, nel caso di impossibilità a pagare, potrebbe paradossalmente finire in tribunale per insolvenza.

Braccio di ferro tra Parlamento e stati membri

Ecco che gli eurodeputati della commissione Bilancio del Parlamento europeo hanno depositato una pioggia di emendamenti alla relazione sul bilancio 2015 per chiedere più fondi per crescita, occupazione, giovani, Erasmus, ricerca e innovazione, e dire no agli oltre 2 miliardi di tagli chiesti dal Consiglio. “Tagliare programmi Ue finalizzati a stimolare la crescita, creare occupazione, promuovere lo sviluppo e sostenere l’educazione è andare contro quello che il Consiglio stesso ha definito priorità Ue”, ha dichiarato la relatrice, la spagnola socialista Eider Gardiazabal Rubial, che ha invitato ad usare il bilancio Ue “come uno strumento d’investimento per aiutare a superare la crisi”. Il prossimo 7 ottobre la commissione Bilancio del francese liberale Jean Arthuis dovrà votare la risoluzione sul bilancio 2015 che poi finirà in plenaria il 22 ottobre.

Resa dei conti sul bilancio Ue

Intenzione del Parlamento europeo è, non solo evitare i tagli al bilancio 2015, ma anche legare il 2015 al bilancio 2014, per il quale viene chiesto anche l’utilizzo dei circa 5 miliardi di emendamento al bilancio 2014 (soldi in più derivanti da multe a privati e fondi non utilizzati dagli stati membri) proposti dalla Commissione al Consiglio per coprire parzialmente i pagamenti arretrati. Contrariamente agli anni passati, dove in extremis è stata sempre messa una pezza, quest’anno il bisticcio tra stati membri e Commissione potrebbe degenerare, viste non solo le cifre ingenti dei pagamenti, ma anche il momento di passaggio tra periodi di programmazione pluriennale e le sempre maggiori richieste di finanziamento rivolte all’Ue.

Barroso si appella alla presidenza italiana

In una lettera aperta, il presidente uscente della Commissione europea Jose Manuel Barroso fa appello alla presidenza italiana affinché il Consiglio “mostri la leadership necessaria per prendere nelle prossime settimane una decisione sul bilancio che rispetti il nostro accordo politico sul quadro finanziario 2014/2020“.

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