Agroalimentare, la Russia proroga l’embargo di un anno

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Dopo la decisione dei ministri degli Esteri europei di estendere per altri sei mesi le sanzioni alla Russia – fino al prossimo 31 gennaio -, Mosca ha deciso a sua volta di prolungare per un anno – il doppio del periodo delle sanzioni Ue – l’embargo sui prodotti europei già in atto su carne, latticini, frutta e verdura. Possibile anche l’estensione a nuovi settori come il cioccolato e i fiori, con pesanti ricadute in Paesi come Belgio, Germania e Paesi Bassi.
Indiscrezioni non ancora confermate parlano anche di conserve di pesce e prodotti caseari derivati da grassi vegetali. Escludendo vini, bevande e alimenti per l’infanzia, l’embargo russo ha già causato perdite per cento miliardi all’economia europea.
“Il fine è quello di garantire la sicurezza della Russia”, ha affermato il presidente Vladimir Putin in una riunione con il Governo russo.

Le sanzioni Ue contro la Russia
La decisione di estendere le sanzioni europee deriva dai continui scontri nell’est dell’Ucraina. Nelle intenzioni dei Paesi Ue, la durata delle misure economiche dipende dalla completa implementazione degli accordi di Minsk. Tra queste sanzioni rientra i ridotto accesso di Mosca ai mercati dei capitali Ue, l’embargo sulle armi, il blocco dell’export dei cosiddetti materiali “dual use” (prodotti normalmente usati per scopi civili ma che possono avere anche applicazioni nel campo militare, come materiali speciali, computer o strumenti elettronici dalle elevate prestazioni) e quello di tecnologie “sensibili” utili all’industria petrolifera russa.

Le ricadute per l’agroalimentare italiano
A suonare l’allarme delle ricadute dell’embargo russo sulle esportazioni agroalimentari italiane è la Coldiretti che con uno studio ha analizzato gli effetti sul made in Italy: le esportazioni agroalimentari verso la Russia sono dimezzate (-51,1%) nel primo trimestre del 2015 e sono del tutto azzerate per l’ortofrutta, i formaggi e la carne e derivati.
In generale le esportazioni italiane sono infatti scese dell’11,6% a quota 9,5 miliardi e quelle russe hanno perso il 20% a quota 16 miliardi, e a giudicare dall’andamento dei primi mesi del 2015, la tendenza al ribasso sta aumentando. Senza considerare che l’impossibilità di esportare sul mercato russo provoca un eccesso di prodotti europei, e quindi anche italiani, sul mercato Ue con conseguente crollo dei prezzi.

Aumenta il made in Italy taroccato
Sempre la Coldiretti denuncia un altro preoccupante fenomeno: l’impossibilità di importare prodotti italiani sta aumentando il fenomeno di imitazione sul mercato russo, dai salumi ai formaggi con imitazioni di mozzarella, robiola o “parmesan”. Questo alla luce del fatto che la Russia è abituata ad importare il 40 per cento dei prodotti alimentari che consuma, 43 miliardi di dollari in totale nel 2013, e il 9,9 per cento viene importato proprio dai Paesi Ue. Ecco che le esportazioni Il prezzo da pagare per i produttori europei cambia naturalmente in base al peso del mercato russo: per la frutta rappresenta il 27% delle esportazioni Ue, per la verdura il 21,5%.

De Castro: “E’ una brutta notizia per l’agricoltura europea”
L’eurodeputato Paolo De Castro, coordonatore S&D della Comagri, si dice convinto che “questo ping-pong di sanzioni tra Russia ed Europa fa più danni agli europei che ai russi”. Sulle sanzioni europee decise De Castro cofessa di “dubitare che questo tipo di reazione europea possa risolvere il problema dell’Ucraina” e invita invece a “lavorare sul piano diplomatico, prestando attenzione alle richieste di un settore – quello agroalimentare – che ha subito e sta continuando a subire i danni più ingenti delle scelte fatte finora”.

Commissione europea: tutto dipende dalla Russia
Maja Kocijancic, portavoce del Servizio di azione esterna della Commissione europea, da una lettura diversa della situazione: “L’embargo russo ha colpito pesantemente il mercato della Russia mentre i produttori europei hanno trovato altri mercati ai quali rivolgersi, dal momento che gli export europei verso i Paesi terzi sono aumentati del 5 per cento in questi nove mesi di embargo”.
Tuttavia la portavoce della Commissione sottolinea che “la durata delle sanzioni europee dipende completamente dal rispetto dell’accordo di Minsk da parte delle autorità russe”.
(Pubblicato su Agronotizie.it)

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