Agricoltura, oggi si decidono i fondi destinati alla Pac 2014-2020

2

Il Giornale di Vicenza
PacNon è un azzardo dire che l’intera Politica agricola comune dei prossimi anni dipende dal summit europeo di oggi e domani, quando i 27 leader europei cercheranno un accordo sul prossimo quadro di finanziario pluriennale Ue che fissa tutti i capitoli di spesa dal 2014 al 2020, agricoltura compresa. L’Italia dovrà giocare un’attenta partita diplomatica per esorcizzare le perdite che rischia il nostro settore agricolo, caratterizzato da aziende di piccole e medie dimensioni e con produzioni di qualità. Al Parlamento europeo, gli eurodeputati italiani stanno cercando di fare il possibile per tutelare gli interessi di aziende agricole che, come quelle venete, guardano con terrore ad una drastica diminuzione del bilancio e alla convergenza degli aiuti diretti voluta dalla Commissione.
Al summit di oggi è prevista battaglia visto il nulla di fatto delle precedenti riunioni a fine 2012. La proposta originaria della Commissione è stata bocciata da alcuni Paesi membri che, come Gran Bretagna e Svezia, chiedono sostanziali tagli. Il Presidente del Consiglio europeo, il belga Van Rompuy, ha cercato un compromesso proponendo due bozze di bilancio che cercano di far bastare la coperta europea per tutti. Ma tra i capitoli di spesa più colpiti dalla scure dei tagli rientra proprio l’agricoltura.

La proposta originaria della Commissione prevedeva il congelamento del budget agricolo in termini nominali al livello del 2013. In termini reali, ciò si traduce in una riduzione del 12,6% dal 2013 al 2020, ovvero 379 miliardi totali nel periodo considerato, dei quali 286,5 per il pilastro 1 (aiuti diretti e misure di mercato) e 92 per i pilastro 2 (sviluppo rurale). Una bella doccia fredda per i Paesi, come Italia e Francia, abituati a lauti aiuti europei. Ma la proposta di Van Rompuy è andata addirittura oltre. Spinto da alcuni Stati membri che chiedevano ancora più tagli, Van Rompuy ha presentato una seconda bozza che prevede 277,8 miliardi per gli aiuti diretti all’agricoltura ovvero  una riduzione del 9% (-8,7). Il tutto porterebbe a quasi 40 miliardi in meno per il periodo 2014-2020 (361,5 miliardi) rispetto al 2007-2013, cifre al netto dell’inflazione.

All’ultimo summit di novembre, l’Italia è riuscita a spuntare un miliardo in più per gli aiuti diretti, un po’ di zucchero per mandare giù la piccola della convergenza degli aiuti voluta dalla Commissione per uniformare i finanziamenti tra Paesi Ue, una mossa che avvantaggia quelli dell’Est e penalizza le aziende italiane. Inoltre rischiano di rimanere al palo misure volute da Roma per evitare sprechi e inefficienza come il capping (tetto agli aiuti alle grandi aziende), che Paesi come la Germania vorrebbero restassero “volontari”.

Ecco che il summit internazionale di oggi, come la futura votazione sulla Pac del Parlamento europeo a marzo e il successivo inizio dei negoziati, attirano l’attenzione delle realtà regionali che, come il Veneto, temono di uscire da questa riforma con le ossa rotte. La Coldiretti Veneto spera addirittura che il summit “confermi il budget agricolo in termini reali a livello attuale” e che sia garantito all’Italia “un budget adeguato al valore aggiunto dell’agricoltura nazionale e alle differenze esistenti nei livelli salariali e nei costi dei fattori produttivi”. Staremo a vedere.

@AlessioPisano

Discussion2 Comments

  1. Sono stati più o meno confermati i pagamenti diretti mentre il greenn-ing è stato tagliato. Ad ogni modo la partita non è ancora chiusa perché il Parlamento europeo si è opposto a tutti i tagli 2014-2020

Leave A Reply