Archivi del mese: giugno 2012

Ecco il vertice europeo che (forse) deciderà le sorti dell’Euro

Helpconsumatori.it
I capi di Stato e di governo sono riuniti a Bruxelles per l’ultimo summit europeo prima della pausa estiva. Sul tavolo del summit la mutualizzazione del debito, gli eurobond, un piano anti spread, gli aiuti bancari ai Paesi in difficoltà, il piano crescita da 130 miliardi di euro, la tobin tax, l’unione bancaria e fiscale nonché una maggior integrazione fiscale. Italia e Germania protagoniste assolute della riunione. Se l’Italia non strapperà alla Germania in Sì al fondo anti spread, l’intero governo Monti potrebbe risentirne. Inoltre mercati e grandi investitori individuano proprio nell’Italia il prossimo obiettivo della crisi, che dopo Madrid potrebbe abbattersi su Roma.
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Grecia assente a Bruxelles

L’Indro.it
Ad essere maliziosi si potrebbe pensare che i greci hanno paura. Le repentine dimissioni del neo nominato Ministro alle finanze Vassilis Rapanos (già presidente della Banca centrale greca) in un momento a dir poco topico per il Paese fanno sorgere il dubbio che la poltrona sia diventata davvero troppo calda. Se a questo aggiungiamo un forfait dell’altrettanto neo Primo Ministro Antonis Samaras che non sarà presente al Consiglio europeo del 28-29 giugno per un’intervento agli occhi, il dubbio rischia seriamente di diventare certezza. Sta di fatto che la Grecia non sarà rappresentata dalle sue massime cariche al summit europeo in teoria più importante dell’anno. Meno male che la Merkel ha già detto che “non saranno prese decisioni”, altrimenti chissà cosa sarebbe successo.
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Crisi, anche Cipro chiede aiuto all’Ue. Quasi due miliardi per salvare le banche

Ilfattoquotidiano.it
Doppio “benvenuto a Cipro“. Mentre si appresta a sedersi sulla poltrona della Presidenza di turno dell’Ue (a partire dal 1 luglio), Nicosia diventa ufficialmente il quinto Paese dell’Eurozona (dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna) a chiedere l’aiuto di Bruxelles per salvare le proprie banche. Parliamo di 1 miliardo e 800 milioni di euro indispensabili a ricapitalizzare Cyprus Popular Bank (CPB), il secondo istituto di credito del Paese. Se pensiamo ai 100 miliardi promessi alla Spagna, non sembra una grossa cifra, ma tenendo in considerazione che si tratta di ben il 10 per cento del Pil cipriota, si capisce subito la vera dimensione dell’emergenza. A pesare, neanche a dirlo, il contagio della vicinissima Grecia.
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Tobin Tax, Europa pronta con chi ci sta. No britannico, sì tedesco, ni dell’Italia

Ilfattoquotidiano.it
Avanti con chi ci sta. Dopo mesi, anzi anni di tormentone sull’introduzione in Europa di una tassazione sulle transazioni finanziarie (FTT), altresì chiamata Tobin Tax, al vertice di venerdì scorso tra i ministri europei delle finanze (Ecofin) è stato compito il primo passo verso l’introduzione della FTT almeno nei Paesi che danno l’ok. Impossibile d’altronde mettere tutti i 27 d’accordo, con Paesi come Gran Bretagna (contraria) e Francia (favorevole) che sulle transazioni finanziarie parlano lingue diverse. In dieci hanno detto si: Germania, Francia, Austria, Finlandia, Grecia, Slovenia, Belgio, Portogallo, Spagna e Polonia. Sei hanno detto no: Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Malta. Mentre l’Italia ha detto “Ni”.
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Euro2012, calcio e crisi europea

BobineTV

Crisi dell’Euro o crisi della politica?

L’Indro.it
Se una lezione si può trarre dalle elezioni in Grecia della scorsa domenica, questa non va di certo a vantaggio della politica. Quello che sembrava un enorme referendum sull’Euro o la Dracma, l’esito del quale avrebbe potuto determinare le sorti della moneta unica anche negli altri Paesi, si è rivelato alla fine un enorme buco nell’acqua. La vittoria (risicata) della formazione di centrodestra Néa Dimokratía di Antonis Samaras contro il partito di estrema sinistra Syriza di Alexis Tsipras, sostanzialmente non ha cambiato un bel niente né ad Atene né nel resto d’Europa. Sarà che lo sguardo di tutti era ormai già diretto verso la Spagna, sarà che la Grecia era già data per spacciata, ma la crisi dell’Euro è non è mai stata così acuta.
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Verso il flop di Rio+20

Ilfattoquotidiano.it

Non ci va nemmeno Obama, e abbiamo detto tutto. Il summit sullo sviluppo sostenibile che si terrà dal 20 al 22 giugno a Rio de Janeiro, in Brasile, si preannuncia un flop già dalle premesse. I presupposti ci sono tutti: un documento di massima sul quale non c’è nessun accordo e si bisticcia sulle virgole, una crisi economica e finanziaria dall’altra parte del globo e l’assenza di big del calibro di Angela Merkel, David Cameron e appunto Barack Obama. Aggiungiamoci gli Europei di calcio in Polonia e Ucraina e il quadro è perfetto.
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Grecia e Spagna, due pesi e due misure

L’Indro.it
Due pesi e due misure. E’ difficile non dare ragione ad Alexis Tsipras, giovane leader della sinistra radicale Syriza in Grecia, quando dice che il suo Paese ha ricevuto un trattamento completamente diverso da Bruxelles rispetto a quello riservato alla Spagna. “Se la Spagna può ricevere un finanziamento da 100 miliardi di euro senza niente in cambio, perché alla Grecia viene imposto un accordo mortificante?”.
Al di là delle ideologie politiche, il ragionamento non fa una piega. Per ricevere i due bailout da 110 e 130 miliardi di euro, Atene ha dovuto sottostare alle durissime condizioni imposte dalla Troika, i rappresentanti di Ue, Bce e Fmi, che hanno perfino svolto diverse “ispezioni” nel Paese per verificare lo stato di avanzamento delle misure di austerità. Dall’altra parte, la Spagna ha ricevuto la settimana scorsa, un impegno da parte dei ministri delle finanze europei di un aiuto da 100 miliardi di euro per ricapitalizzare il proprio sistema bancario sull’orlo del collasso. Soldi puliti puliti senza alcune condizione. Già, perché?
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Lagarde contro tutti

L’Indro.it
Una cosa è certa: la Direttrice del Fondo Monetario Internazionale quando parla lascia il segno. La profezia dal retrogusto da Cassandra in merito ai “tre mesi di tempo per salvare l’Euro” è caduta come un fulmine nel ciel sereno che ha fatto seguito alla tempesta spagnola. La schiarita era infatti appena arrivata: dopo i 100 miliardi di euro concordati dai Ministri dell’Eurozona per aiutare le banche spagnole, qualcuno aveva tirato un mezzo sospiro di sollievo. La crisi, spagnola ed europea, era tutt’altro che passata, ma l’Eurozona aveva dato un chiaro segnale ai mercati di ’esserci’ ed essere pronta a pagare per un suo Paese membro. La secca affermazione della Lagarde di oggi, anche se estrapolata da una risposta più articolata, ha ricordato a tutti che la crisi è tutt’altro che passata.
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Europa, Tobin Tax e Two Pack, ecco la risposta dell’Ue alla crisi dell’euro

Helpconsumatori.it
Secondo alcune indiscrezioni, la Commissione europea potrebbe chiedere di proseguire con la tassazione sulle transazioni finanziarie anche se non tutti i Paesi Ue sono d’accordo. Si tratta della cosiddetta “cooperazione rafforzata” con la quale basta l’ok di 9 Paesi membri. Intanto il Parlamento europeo ha approvato un importante pacchetto legislativo detto “two pack” che consiste in un insieme di misure concrete per rispondere alla crisi dell’Eurozona. Più coordinazione centrale, eurobond e Fondo europeo di redenzione per condividere la frazione di debito dei Paesi della zona euro, i punti più importanti.
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