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Gioventù bollita

Pubblico questa invettiva scritta da un giovane italiano che vive e lavora a Bruxelles e che preferisce rimanere anonimo. Si tratta di un ‘j’accuse’ impietoso nei confronti di una gioventù – di cui ancora faccio parte anch’io – spesso troppo incline a piangersi addosso invece che ad agire di fronte all’oppressione sociale di cui è vittima in Paesi come l’Italia. Si tratta di un ‘avvelenata’ a tratti forse un po’ esagerati ma scritta di getto da un ragazzo che non ci sta, a cui non piacciono le ipocrisie in cui troppo spesso noi giovani ci crogioliamo. Di fronte a simili scritti polemici ci si può indignare ed arrabbiare, io preferisco riflettere.
Perché la pubblico? Perché lo ritengo opportuno.
Perché il ragazzo vuole rimanere anonimo? Sono fatti suoi.
A voi la lettura.

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